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Certi politici danno un bell'aiuto a Grillo

Gentile Direttore, sul numero 46 di Panorama vi sono due interventi degli ex Ministri on.li Fitto e Gelmini. Non avevo dubbi sulle giuste motivazioni che hanno spinto molti italiani all’astensione e/o a votare per il Movimento 5 stelle, ma dalla lettura di questi due interventi ho avuto la conferma che tale scelta sia condivisibile e che, a fronte di certi discorsi vuoti, insignificanti, triti e ritriti, saranno sempre più gli italiani che non andranno alle urne o voteranno per Grillo. Dopo il fallimento dell’ultimo governo Berlusconi, vi sono ancora parlamentari che non hanno capito che gli italiani non sono più disponibili ad essere blanditi dai “bla bla da prima Repubblica”, peraltro proprio da parte di coloro che hanno contribuito in modo rilevante al fallimento politico. Gente politicamente non più credibile che si mette ancora al servizio della “stella Berlusconi” (in fase decadente) nell’illusione di poter mantenere la comoda poltrona in Parlamento lautamente remunerata quando oltre il 10% di italiani è senza lavoro e molti altri fanno fatica ad arrivare a fine mese. Invece di recitare il “mea culpa” hanno il coraggio di parlare facendo peraltro solo il gioco di Grillo del quale si rivelano essere ottimi sponsor. In parlamento siedono numerosi parassiti che hanno vissuto all’ombra del Cavaliere che andrebbero mandati a casa perché l’Italia non ha bisogno di “cortigiani del Cavaliere”, di “fedeli scudieri”, di “servitori del Principe”, cioè di yesman che producono solo danni, ma di persone serie, preparate, capaci e intellettualmente oneste. Invece di fare proposte politiche serie, concrete per la soluzione dei numerosi e urgenti problemi del Paese che sta andando a rotoli, c’è ancora chi si perde in discorsi senza capo né coda, finalizzati solo alla ricerca strategica di alleanze politiche per salvarsi la poltrona. Emblematico è un passaggio dell’intervento dell’on. Gelmini che, riferendosi ovviamente all’on. Berlusconi, scrive : “Vede l’insofferenza per i soli sacrifici, proprio mentre il Paese è scosso dagli scandali, e reagisce a modo suo, fuori dagli schemi, con il linguaggio dell’insoddisfazione anche per quanto egli stesso non è riuscito a fare. Ma è un “non ci sto” che conferma la stima per Monti e la politica dai duri provvedimenti, proprio come aveva chiesto l’Europa”. Ritengo questo passaggio un delirio per non dire di peggio. Prosegue poi affermando che “Sbaglia chi crede Berlusconi fuori scena o fuori gioco”. Ma l’on. Gelmini, e come lei anche altri parlamentari del Pdl, in che mondo vive, o da che pianeta viene? Non ha ancora capito che l’epoca berlusconiana è finita, non ha capito che il Pdl è in caduta libera e non lo si salva certo con i soliti inconsistenti discorsi sulle strategie delle alleanze, incurante che il Paese ha bisogno di azioni concrete, efficaci dal punto di vista economici/finanziario e ancor più sul fronte dell’etica? Ritengo che questi signori si illudano che, passata la tempesta, tutto torni come prima perché questa volta gli italiani hanno detto in modo deciso “basta alla cattiva politica” disattenta alle necessità più impellenti del Paese, ma attenta ai propri interessi di bottega. La politica dovrebbe essere l’arte del governare. Questi signori non hanno ancora capito che è un errore grave liquidare come “antipolitica” il Movimento 5 stelle e/o l’astensionismo che dovrebbero invece essere percepiti come un forte segnale di rifiuto della peggior partitocrazia, del malcostume dilagante, della diffusa immoralità. Quella che impropriamente viene chiamata antipolitica è invece richiesta di buona politica, è la giusta pretesa dei cittadini di essere governati da politici onesti e capaci. On.li Fitto e Gelmini, Grillo vive di rendita grazie alla cattiva politica. Il Pdl, con grande umiltà, dovrebbe fare una profonda autocritica ed eliminare tutti i responsabili della disfatta rinnovando i vertici, ma non solo, con persone in grado di coniugare la politica con l’etica, col senso delle istituzioni, con la capacità di elaborare scelte in modo autonomo, ma dubito che ciò possa accadere. Basta con i soliti bla bla, il Paese ha bisogno di persone attente alle esigenze dei cittadini e capaci di offrire prospettive concrete, programmi realizzabili, cioè un progetto politico serio e quindi credibile. Vorrei ricordare che se Berlusconi nel dicembre 2010, dopo aver ottenuto la risicata fiducia, avesse rassegnato le dimissioni, quello sarebbe stato un atto di responsabilità e non avremmo avuto un governo tecnico. Vorrei infine ricordare agli on.li Fitto e Gelmini che è immorale chiedere sacrifici agli italiani (per molti dei quali sono diventati insopportabili) senza aver prima seriamente eliminato gli enormi sprechi, aver tagliato i costi spaventosi della politica e ridotto una spesa pubblica che pesa come un macigno. Se il Paese non uscirà dalla spirale della recessione (cioè se indicatori quali la disoccupazione, il PIL, lo spread, il debito pubblico non miglioreranno) non è difficile prevedere che i partiti che sostengono il governo pagheranno un pesante prezzo elettorale (Trinacria docet). Gianni Porzi, Casalecchio di Reno (Bologna)

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