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Squole chiuse o scuole aperte ?

Negli anni '50 e '60 faceva più freddo di adesso, nevicava anche di più. Nelle scuole vi erano delle stufe in cotto, belle, che venivano alimentate a legna, anche se di legna ve n'era poca. A turno, inseganti e ragazzini mettevano dentro dei pezzi di legna badando a non sprecare. Si arrivava a scuola a piedi, io avevo la fortuna di abitare vicino ma tanti miei compagni che venivano dalla campagna macinando chilometri a piedi una volta arrivati si toglievano le scarpe e le mettevano ad asciugare, qualcuno infilava i piedi addirittura nella stufa ed i geloni non si contavano. In casa non c'era riscaldamento, i gabinetti erano gabinetti, o meglio buche, di cortile ed i vetri doppi erano ancora sulla luna. Non vi erano insomma mamme con i suv che accompagnavano i pargoli o maglioncini e giacchine in Goretex ma qualche sciarpa di lana ruvida che dava anche fastidio e le mamme che dicevano " mettiti il maglione ! " che era quello , a volte, del nonno. Poi vi sono stati gli anni del boom. Ora le province ed i presidi minacciano la chiusura delle scuole perchè mancano i fondi per il riscaldamento e forse debbono abbassare di qualche grado la temperatura delle aule. Penso che un po' di senso della misura non guasterebbe. ovviamente anche da parte dei genitori o dei nonni che queste cose le hanno vissute.

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