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disconoscere il figlio dopo fecondazione artificiale

Signor Direttore, vorrebbero smontare la legge 40, per niente cattolica, sulla fecondazione artificiale. Mercoledi 7 novembre la commissione Affari sociali della camera ha dato il via libera a una modifica della legge 40 nel senso che le madri che hanno avuto un figlio in provetta potranno decidere di non riconoscerlo al momento della nascita. Ma la donna che ricorre alla fecondazione artificiale segue procedure lunghe e faticose per arrivare al risultato sperato, e dunque i suoi intenti sono ben chiari. I bambini sono infatti molto desiderati e la situazione è molto diversa da chi, concependo “accidentalmente”, non ha intenzione di accogliere il bambino. Nel secondo caso infatti il parto in anonimato tutela sia la donna sia il bambino e permette una strada alternativa all’aborto. Purtroppo il disegno di legge rischia di minare i diritti fondamentali del bambino, specialmente se nasce con handicap, e di aprire la strada all’utero in affitto. Gabriele Soliani

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