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L'INFORMAZIONE

Buongiorno Signori Giornalisti, sono un contributore volontario ,attualmente inoccupato, che ha versato decine di migliaia di € a INPS ,che mi ha autorizzato diversi anni orsono ,sulla base di un patto con l'ente statale sempre confermato da tutte le varie riforme pensionistiche succedutesi dal 1998 al decreto Salvaitalia compreso del dicembre 2011 (che derogava correttamente come si è sempre fatto tutti i contributori volontari autorizzati ante 06/12/2011), che mi garantiva la pensione al raggiungimento di 35 anni di contributi validi versati e 58 anni di età. Patto confermato dalle leggi 243/2004 e seguenti fino alla legge 122/2010 (governo Berlusconi-Tremonti-Sacconi) . Con i decreti ministeriali attuativi dell'ultima riforma pensionistica Fornero mi ha tolto "il diritto" alla pensione violando il patto che io ho fatto con lo stato. La motivazione della Ministra per me palesemente incostituzionale è : "Lei ha lavorato in regola dopo essere stato autorizzato alla contribuzione volontaria quindi è escluso dalla salvaguardia e non è meritevole di pensione" Qualora io avessi svolto solo lavori "in nero" come purtroppo è consuetudine nel nostro paese io ,per la Ministra, sarei "meritevole" di salvaguardia e mi verrebbe concessa la pensione. Lascio a Voi giudicare le capacità di questi "tecnici" che affermano di aver "salvato l'Italia" (forse la loro Italia), ma Vi chiedo di informare il Signor Presidente della Repubblica che mai ha proferito parola in merito e mai ha risposto a nessuna mia mail da quasi un anno forse perchè distratto dai magistrati di Palermo che ledevano le Sue giuste prerogative costituzionali. Come cittadino servile alle istituzioni (sono tra l'altro un ex ufficiale dell'esercito Italiano ) chiedo al Signor Presidente di intervenire anche nel merito di atti di governo che a me paiono non congrui costituzionalmente e che non riguardano Lui personalmente ma noi semplici ed umili cittadini . Vi ringrazio per l'attenzione e Vi prego di "disturbare i poteri manovratori dell'attuale fase politica Italiana". Distinti saluti. Gobetti Sergio (Verona)

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