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Non ha più nulla da perdere

Una donna in carriera, una in particolare, non una come le tante poche di cui si va orgogliosi, mi disse: “Ormai non ho nulla da perdere”. Si vede che aveva fatto il resoconto della sua vita. Risposi come per incoraggiarla, notando una certa sofferenza in questa parole dette con grande consapevolezza di chi sa di esserne uscito sconfitto: “solo chi non ha nulla da perdere può vincere”, e lei, era favorita proprio per questo, sapeva. Lei, donna, fino a poco prima impegnata nel lavoro, brillante, rigorosa, disposta a sacrificarsi per realizzare il sogno di esprimersi al top, soffriva un unico handicap: sinora aveva scalato i vertici all’ombra di un uomo e, “in nome di un uomo”. Quel che aveva di suo purtroppo non si addiceva proprio ad una leader, ad una eroina, ad una santa. Adesso si accorgeva di battere il passo, senza quell’ uomo e, di altri non se ne vedevano ancora. L’età avanzava e con la coscienza non molto pulita, si vedeva costretta a curare sempre di più il proprio aspetto esteriore e non quello interiore, come in realtà le sarebbe stato difficile visto che godeva di poca stima e di conseguenza, di giorno in giorno veniva sempre più scarsamente considerata. Come tanti nella sua situazione, si stava semplicemente complicando la vita cercando soluzioni ai suoi problemi che finiscono per essere più semplici di quello che si possa credere. Aveva, ormai, iniziato a vivere una vita che non era più la sua e sembrava fare l'attrice. Voleva semplicemente sparire nel nulla, volare via … buttare tutto e andarsene. Aveva sviluppato un’abilità particolare nel perdere l’empatia della quale se n’era servita a suo modo e consumo e, di conseguenza aveva solamente sviluppato un'abilità particolare nel perdere le persone; in tal senso era quasi diventata un talento naturale. Forse poteva trovare nell’ umorismo una alternativa al suo stress ma ormai non avrebbe potuto attraverso la simpatia instaurare un tipo di rapporto con dei benefici non materiali per aiutarsi a star bene e ad affrontare anche le difficoltà della vita come faccio io quando sono nervoso. Non si era accorta che:” il gusto soffre una sete inestinguibile”, ma come tutte le cose futili anche lui si perde. Mark Twain sosteneva che “Ci vogliono il tuo nemico e il tuo amico insieme per colpirti al cuore: il primo per calunniarti, il secondo per venirtelo a dire”. Io, da amico, ti consiglio di cambiare proprio aria. Una volta, raccontava un nonno, s’incontrarono alla bettola tre amici e tra un bicchiere di vino e l’atro si raccontarono qualcosa, quel tanto che servisse per alleviare la stanchezza e i problemi della giornata. Venne il momento che si dovettero congedare e i tre amici, il fuoco, l’acqua e l’onore, nel preambolo del saluto dissero la loro; - l’acqua iniziò: beviamoci questo bicchiere di vino e se vorrete rivedermi mi troverete dove ci sono le canne. E via tutto d’un sorso - Il fuoco aggiunse: allora facciamoci quest’ altro e se vorrete rivedermi mi troverete dove c’è fumo. - Alla fine l’onore concluse il commiato nel vero senso della parola: a me dovete scusarmi, se volete ce ne possiamo bere quanti bicchieri vorrete, ma adesso, perché una volta che me ne andrò difficilmente mi ritroverete. Vedi, questa è la coscienza dei vecchi vissuti in tutti i sensi. Non è la sapienza, quella è solo di Dio. Ti saluto, cara signora e prova a rifarti; sarai ancora in tempo??? Giuseppe Pino Verbari

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