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MES - Morti e sepolti

MES - Morti e sepolti ESM, o MES, è l’acronimo che ci porterà al game over, al termine della partita e al definitivo avvitamento della UE in una spirale totalitaria. In altri termini, la logica e ineluttabile conclusione di una deriva golpista che ci meritiamo di scontare, per l’ignavia sin qui dimostrata. Il Meccanismo Europeo di Stabilità, o Fondo Salva Stati, è stato istituito dalle modifiche all’articolo 136 del Trattato di Lisbona così come ratificate il 25 marzo 2011 dal Consiglio Europeo. In teoria, a sentirlo raccontare dai paraninfi comunitari in servizio permanente effettivo, è un pregevole sistema di salvaguardia. Funzionerà come un gigantesco deposito di denari per aiutare i paesi europei in difficoltà finanziaria e in deficit di moneta. In pratica, è uno strumento idiota se si muove dal principio che i suoi ideatori siano dei macroscopici cretini in buona fede, criminale se si parte invece dal presupposto che occulti un’oculata strategia di ampio respiro con il preciso obiettivo di liquidare gli stati e le sovranità nazionali. Va da sé che, come per ogni euro pasticcio, ci troviamo davanti a un impasto delle due cose: gli utili idioti portano la legna, gli incendiari appiccano le fiamme. Per intenderci, Il Mes dovrebbe fungere un po’ da prestatore di ultima istanza. Insomma, un istituto che fa le veci della BCE, visto che quest’ultima è sprovvista di tale facoltà (e non ci addentriamo sulle misteriose ragioni di tale lacuna). Il primo problema del MES è che è finanziato da Pantalone. Cioè, noi cittadini di stati sull’orlo di una crisi (finanziaria) di nervi, dovremo indebitarci per fornire al MES le risorse finanziarie affinché il MES stesso possa salvarci il giorno che ne avessimo necessità. In soldoni (è il caso di dirlo) e per capirci, il MES avrà una dotazione di circa 700 miliardi di euro. Queste risorse le dovranno versare, o garantire, i singoli diciassette paesi dell’Eurozona. Per esempio, l’Italia contribuirà con poco più del 17% del potenziale di fuoco del MES, quindi, per la precisione, dovrà sborsare, o comunque tenersi pronta a farlo, 125 miliardi di euro. E dove li prendiamo questi soldini? Indebitandoci, è ovvio. Quindi, grazie all’operazione da ospedale psichiatrico escogitata dalle menti raffinatissime che paghiamo lautamente per fare i nostri (dis)interessi a Bruxelles, un paese già incasinato di suo col debito e il deficit che sappiamo dovrà indebitarsi ulteriormente drenando altra pecunia dalle tasche dei contribuenti per rimpinguare le casse del MES. Poi, se e quando ne avremo bisogno (e quel momento arriverà, statene certi), il MES ci verrà in soccorso prestandoci il denaro che noi gli abbiamo regalato indebitandoci. Col risultato che ci saremo indebitati per creare il MES e ci indebiteremo di nuovo per essere aiutati dal MES. Ovviamente, l’aiuto non arriverà a gratis, ma solo previa sottoscrizione di un memorandum of understanding, cioè un protocollo di impegni che, Atene docet, consisterà in tagli draconiani al welfare e ai sistemi di protezione sociale del malcapitato richiedente, sotto l’occhiuto controllo di BCE, Commissione Europea e Fondo Monetario Internazionale. In ultima analisi, un’ulteriore mazzata ai diritti del cittadino contribuente. Insomma, per ricevere l’aiuto che, al tempo in cui erano padroni a casa loro, gli veniva dalla propria banca nazionale, i popoli europei dovranno mettersi a novanta gradi e farsi brutalizzare dalla Troika. Lo so, sembra una cosa da paranoici, che se la racconti a un contadino con un briciolo di buon senso ti tira una badilata di traverso sui denti, eppure funziona proprio così. Nel silenzio beota o, peggio, corrivo dei media il MES è entrato in vigore. Ma ci sono altre due o tre cose che il popolo bue farebbe bene a sapere. In un periodo storico in cui abbiamo imparato a detestare la casta e le sue guarentigie, il MES è stato strutturato come la Versailles di ogni privilegio: una fortezza dell’arroganza, una roccaforte dell’immunità, una cittadella dell’impunità. Esso, infatti, sarà refrattario alla rappresentanza popolare, inespugnabile dalla legge, inattingibile dai cittadini. E fanculo la democrazia, la responsabilità penale e la trasparenza. Quanto alla rappresentanza, il MES sarà gestito dal Consiglio dei Governatori (i diciassette ministri finanziari dei singoli governi membri) e da un Direttore con diritto di voto nonché dal presidente della BCE (soggetto notoriamente sprovvisto di qualsivoglia investitura elettorale) in qualità di osservatore esterno. Ennesimo esempio di istituzione europea a-democratica. Ma c’è di peggio: limitatamente agli atti compiuti come responsabili del MES, i suoi funzionari godranno di immunità legale assoluta. Ciò significa che, a nostra insaputa, hanno creato una nuova casta di super burocrati che andranno esenti da ogni responsabilità civile e penale come dei redivivi signorotti feudali. Veniamo alla trasparenza: i lavori del MES saranno aperti alla BCE, al FMI, all’Eurogruppo, ma non al Parlamento Europeo cioè all’unico ente comunitario democraticamente eletto. Quindi non potremo neppure mettere il naso nei loro affari, che poi sono i nostri. Infatti, tutti i documenti elaborati e partoriti nelle ovattate stanze del MES saranno coperti dal più inviolabile segreto. C’è qualcosa da aggiungere? Sì, che a ogni singolo leader politico che si presenterà alle prossime elezioni andrebbe posta almeno questa domanda: cosa pensi di fare rispetto al MES? E se non ha una risposta, rimandarlo a casa a calci nel sedere sarebbe la soluzione più indolore per tutti, a parte il suo fondoschiena. Il vero problema è che la stragrande maggioranza di loro o non conosce il MES o ne ignora il funzionamento. I pochi rimanenti appartengono al ristretto pugno di manigoldi che lo sa fin troppo bene. E le nostre speranze di cambiamento, le aspirazioni all’autonomia, all’indipendenza, alla libertà che fine faranno? MES. Morte e sepolte. Francesco Carraro

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