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Ospedali al freddo, quest'inverno

Caro direttore, in questi mesi ho avuto la fortuna di cavalcare, con un'esperienza personale ma in fondo molto comune, il rapido degrado della nostra Sanità pubblica. Da giugno mia madre, malata di leucemia, è in cura presso l'ospedale San Bortolo di Vicenza. Parlo di Vicenza, non del Burkina Faso, nè una landa sperduta della Siberia. Vicenza. Bene, l'impressione avuta fin da subito della struttura è stata ottima, addirittura sorprendente: personale umano e sempre disponibilie, altissima professionalità, elevate competenze, tecnologie e strumentazioni all'avanguardia. Quando si parla di un centro di eccellenza, al San Bortolo l'eccellenza puoi dire di viverla sulla tua pelle. Poi è arrivato l'inverno, e con esso i primi strali della famigerata "spending review" del governo Monti. Lasciamo perdere il personale sempre più tirato a livelli di organico (si dice che dobbiamo pedalare tutti di più, per inseguire questa dannata crescita che non arriva, no?), passi che in sala operatoria pare siano costretti ad usare lenzuola di carta invece che di stoffa (immaginate quanto possa essere facile strapparli, questi fazzoletti di carta da un paio di metri quadri), ma su un punto credo che il famoso limite della decenza e della civiltà sia stato ampiamente superato: il riscaldamento. In un reparto come quello di ematologia, popolato di pazienti immunodepressi, che con un microbo insignificante possono sobbarcarsi infezioni potenzialmente letali perché privi di ogni difesa, fa freddo. Sono stati imposti all'ospedale dei limiti di temperatura per risparmiare sui costi energetici, delle fasce orarie in cui si può scaldare ma solo per un tot di tempo e poi basta, e da lì non ci si muove, nonostante le proteste di medici e pazienti, che in ospedale lamentano che "fa freddo". Sa che effetto fa vedere pazienti sotto le coperte con tre maglioni addosso, con tre pile, col berretto di lana (perché, tra l'altro, con la chemio hanno perso i capelli), che dormono di notte con tutta la testa sotto le coperte e al mattino non vanno a lavarsi perché fa freddo? Degrado. Inciviltà. Terzo Mondo. Guerra. In tutto questo mi chiedo, e chiedo, se ci sia un limite. Se questo è il futuro che i capoccioni dei governi tecnici vedono per il nostro Paese. Se davvero il denaro può passare davanti a tutto, ma proprio tutto, compresi i diritti fondamentali dell'uomo. Perché in questi casi, in nome di ragioni strettamente economiche, il Governo sta intaccando i diritti fondamentali di ogni cittadino. Ho anche letto che in Grecia le aziende farmaceutiche non forniranno più i farmaci anticancro allo Stato, perché non paga. Arriveremo dunque a questo? A non poterci curare, pur esistendo le cure, perché dobbiamo tagliare i costi? In tutto questo, noi abbiamo chiesto di poter portare una stufetta in camera di nostra madre, a nostre spese. Siamo in attesa di risposta dall'ospedale. E già che ho la penna in mano, mi permetto un'ultima domanda al Presidente Monti: la stufetta, almeno quella, potremo detrarla dalle tasse, o ci pagheremo sopra pure le imposte? Iva al 21%? 22%? 25%? Grazie Giovanni Pilotto

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