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caro Giordano

caro Direttore, giri questa lettera, se può, a Mario Giordano, e, se può, la pubblichi. Caro Giordano, sono un insegnante che è appena stato sputtanato dal tuo infame articolo, fattele tu sei ore di lavoro in più!!! Intanto, devi sapere che non sono sei ore. Sei ore in cattedra corrispondono al doppio di ore nell’arco della settimana. Sì, caro Giordano, perché noi non lavoriamo solo quando siamo in classe, lavoriamo anche quando siamo a casa, per preparare le lezioni, per preparare i compiti, per correggere i compiti e per alcuni impegni burocratici che pure ci toccano. Poi, caro Giordano, devi sapere che io insegno nel Friuli Venezia Giulia, regione la cui scuola, secondo i dati dell’Ocse, è tra i primi posti in Europa, come le scuole di parecchie altre regioni italiane. E lo sai perché è tra i primi posti in Europa? Perché i nostri insegnanti cercano in gran parte di fare il loro mestiere con impegno, e per preparare un compito cercano di farlo bene, e ci mettono tempo, e per correggere un compito fatto bene, cioè che sia abbastanza impegnativo per lo studente e non una cretineria per dementi, ci impiegano un sacco di tempo. E molti miei colleghi impiegano un sacco di tempo per organizzare conferenze, progetti, attività ad alto valore culturale, non le cazzate di cui parli tu. E organizzano gratuitamente gite scolastiche. E accompagnano in gita, gratuitamente, gli studenti. Per cui ti assicuro, caro Giordano, che se fai bene l’insegnante, quelle diciotto ore di cattedra, con uno stipendio che è la metà del tuo, sono più che sufficienti, anzi sono molto impegnative. Ti dirò di più. Ventiquattro ore sarebbero assolutamente intollerabili. Con diciotto ore io devo gestire circa 150 alunni, con ventiquattro dovrei gestirne dai 200 ai 225. Pensi che riuscirei a farlo bene, seriamente, con competenza? Dovrei diventare un monaco dell’istruzione? Non ti viene in mente che la maggior parte di noi, io per primo, per riuscire a respirare, rinunceremmo, nostro malgrado, a svolgere decentemente il nostro lavoro, abbasseremmo drasticamente le nostre richieste agli alunni, per sopravvivere, perché per insegnare molto bisogna molto faticare, e faremmo precipitare una scuola, non dico eccellente, non dico buona, ma discreta e comunque ai primi posti in Europa, nel baratro dell’ignoranza? Eppoi, ti prego, informati. L’orario di cattedra degli insegnanti italiani è più o meno uguale a quello di tutti gli altri insegnanti europei. Perfino i tuoi amati insegnanti tedeschi passano di fronte agli alunni venti o ventuno ore, che però sono di 45 minuti, per un totale di 15 ore, o giù di lì, a settimana, molto meno di noi italiani. Inoltre, se le cose stessero come dici tu, non si spiegherebbe il fenomeno del part-time. Perché se un insegnante lavorasse solo diciotto ore a settimana, caro Giordano, non rinuncerebbe a metà stipendio solo per risparmiarsi due mattinate di lavoro. Eppoi, senti chi parla, un giornalista! Categoria di fancazzisti per antonomasia. Passerete anche dodici ore al giorno in redazione, ma a sparar cazzate con i colleghi. Poi, dedicate mezz’ora a stendere un articolo, magari poco informato come quello che hai appena scritto, e vi beccate uno stipendio superiore al mio, che mi faccio il culo per diffondere la cultura.

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