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il REDDITEST

Il REDDITEST, ovvero il tenore di vita. È un test <>, un software che da martedì prossimo si potrà scaricare sul computer. L’obiettivo è di stabilire se il cittadino, in base alla vita che conduce, è negli schemi della giurisdizione fiscale o meno. È da circa un anno e mezzo che noto, a metà mese, che le casse dei supermercati sono praticamente vuote. È da circa un anno e mezzo che le file, alla mensa delle Caritas, sono aumentate a dismisura. È da circa un anno e mezzo che i posti letti, in ospedale, sono praticamente dimezzati. È da circa un anno e mezzo, che i familiari di malati gravi si sono visti dimezzare, fino all’azzeramento, gli assegni di mantenimento. Ciliegina sulla torta: la cifra, per i malati di SLA, è stata per il 2011 messa in bilancio ma non versata agli interessati. È da circa un anno e mezzo che le nostre carceri hanno superato abbondantemente il peso e la sofferenza della dignità umana costringendo “ colui che dovrà essere rieducato e dunque recuperato” a vivere in una cella di pochi metri quadrati assieme ad altre otto persone. Intanto Lusi che ha rubato svariati milioni di euro è in “ritiro spirituale” in un monastero tra le montagne. È da circa un anno e mezzo, ricordiamoci degli Indignados spagnoli, che i giovani stanno alzando la voce. Ieri, non un anno e mezzo fa, sono stati picchiati selvaggiamente dalle forze dell’ordine….mentre il vertice della Polizia è travolto da uno dei più misteriosi scandali. È da circa un anno e mezzo che assistiamo, allibiti, a ruberie di ogni genere da parte di ogni Ente dove c’è lo zampino di un politico. Mi verrebbe da dire: destra o sinistra. Poi, mi accorgo che nessuno del partito radicale, guarda caso, è mai stato coinvolto. Forse ci sarà anche stato, non so, ma è l’eccezione che conferma la regola, verrebbe da pensare. La perfezione non esiste. Il popolo ha fame, i politici continuano a rubare, le istituzioni vacillano e i nostri ministri studiano il REDDITEST. Proviamo a invitare un mendicante alla nostra tavola ben sapendo che il poveretto è afflitto da una fame atavica. Chiediamogli di scegliere che vino preferisce: rosso o bianco. Ci sentiremo rispondere: “prima fammi mangiare”. Possiamo essere anche dei morti di fame ma esiste una logica e un comportamento che non hanno prezzo e che si chiama dignità. Amici cari, ho voglia di fare Politica, di scendere in piazza. La voglia non è quella di diventare un “politico” bensì la stessa del soldato che vuole scendere nella mischia e morire da semplice: uomo e soldato, semplicemente. Non voglio più vedere volti sanguinanti di ragazzi che possono essere i nostri figli o i nostri nipoti. Non sopporto più vedere gente che, alla fine della propria vita, ci guarda per chiederci una moneta per continuare a “campare”. Non voglio più sentire di famiglie che vivono drammi insopportabili con due uncihe incertezze nella propria anima: come arrivare a fine mese e chi avrà cura del proprio figlio quando, un giorno, essi non ci saranno più. Questo non è “un Paese per vecchi”, questo è un “Paese di merda”. Ora sta a noi con il voto, quello vero. “Se non vi è rimasta molta anima, e lo sapete, significa che vi è rimasta ancora dell’anima” da – Un dollaro e venti centesimi.- di Charles Bukoswki.

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