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VIA PROVINCE E UNIONI

Spett.le Direttore, Il riordino territoriale ha finalmente provveduto a dare una sforbiciata alle Province, un’azione tesa ad abbassare i costi della politica e della pubblica amministrazione, anche se, quando si adottano soluzioni parziali, alla fine si rischia, che nel breve termine, si ritorni a spendere anche più di prima. Colgo favorevolmente il taglio del numero delle Province, ma non nego che avrei preferito la loro completa cancellazione, un ipotesi che continuo comunque a caldeggiare, le poche funzioni rimaste in capo alle Province si sarebbero potute ripartire tra Comuni e Regione senza tante difficoltà. Gli accorpamenti che si stanno attuando in questi mesi, anche se ne riducono il numero ad una cinquantina, stanno generando di conseguenza la nascita di Unioni di comuni che altro non sono che enti di secondo livello che si pongono a metà strada tra Province e Comuni allo scopo di gestire funzioni e servizi in forma associata, ma a questo punto le Unioni saranno numericamente superiori al numero di Province che si volevano ridurre è questo genera solo un effetto: l’ incremento delle poltrone. Altra considerazione è il rapporto numerico tra Regioni e Province. Col nuovo assetto territoriale che ci viene prospettato dovremo avere una cinquantina di Province amministrate da una ventina di Regioni ci ritroveremo quindi in media 2-3 Province per ogni Regione e vien da se che se avessimo provveduto ad un piccolo frazionamento delle Regioni più grandi e popolose avremmo potuto tranquillamente attuare un riordino degno di questo nome. A mio avviso le Regioni dovrebbero avere come interlocutori diretti sul territorio Comuni di media grandezza ( incentivando quindi le fusioni tra comuni), facendo sparire completamente le Province, le Unioni, le Comunità Montane ecc. Questa formula sarebbe più snella e al tempo stesso in grado di gestire il territorio in maniera più attenta e puntuale, oltretutto i tempi di intervento si ridurrebbero notevolmente senza tutti questi organi intermedi. Cordiali saluti, Loris Dall’Acqua Poggio Berni (RN)

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