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TROMBATI E VINCENTI : ovvero IL LIBRO DEI SOGNI

Io non ho la sfera di cristallo e, quindi non so se la Legislatura si chiuderà anticipatamente oppure a scadenza naturale e, quindi, non so neppure se nel PDL le primarie si faranno oppure no : quello che è facilmente pronosticabile è che lo sconosciuto ai più (ma forse proprio in questo stà la sua forza) Gianpiero Samorì, che dice di volersi candidare, non verrà prescelto, avendo più o meno contro tutto il partito. L’Avvocato, comunque, già dispone di una organizzazione, a suo dire, capillare sul territorio che fa capo al movimento denominato MIR (MODERATI ITALIANI in RIVOLUZIONE) da lui creato: quindi è pronto ad entrare nella politica attiva da un momento all’altro in occasione delle prossime elezioni politiche, come da lui stesso dichiarato. Il discorso per Matteo Renzi è un po’ diverso ma, in via logica dovrebbe portare ad uno sbocco analogo : secondo anche le previsioni sondaggistiche, dovrebbe uscire perdente dallo scontro con Bersani, visto che quasi tutto l’apparato del PD gli è contro. A questo punto a Renzi non resterebbe altro che ritornare a fare il Sindaco di Firenze ed, eventualmente, il capocorrente della componente minoritaria del renziani nell’ambito del PD : ha, infatti, sempre detto che, in caso di sconfitta, non si abbasserebbe ad accettare un premio di consolazione (cioè una poltrona) ma che tornerebbe a fare il sindaco di Firenze “che è la cosa più bella del mondo”. Ha anche escluso di volere fondare un proprio movimento autonomo in vista delle prossime elezioni politiche, asserendo di essere una persona seria : questa precisazione se la poteva anche risparmiare ! Siamo in presenza di un politico che rivendica uno status di persona seria ! ma per favore : queste affermazioni potevano avere una certa credibilità al tempo delle ideologie, non ora, in tempi nei quali il criterio dell’opportunità e della convenienza la fà da padrone ! Comunque, essendo in corsa per le primarie del PD, è evidente che, al momento, non poteva dire niente di diverso, pena l’autocastrazione in seno al partito. Inoltre il giovanotto è indubbiamente ambizioso e lo dimostra il fatto che corre realmente per il premierato nell’ambito del centrosinistra : difatti è l’unico serio antagonista di Bersani e di certo non una comparsa destinata solo a fare numero. E’ logico che, in caso di sconfitta, probabile anzichenò, molli tutto e si ritiri in buon ordine ? Il buon senso dice di no : ha iniziato in sordina con la rottamazione, e all’inizio nessuno lo ha preso sul serio, poi gli è capitata l’occasione d’oro delle primarie del suo partito che gli hanno offerto su un piatto d’oro l’opportunità di farsi conoscere mediaticamente da tutti gli italiani. Non è credibile che questo Renzi rampante, se sconfitto, rientri silenziosamente nei ranghi rinunciando al grande progetto, e sarebbe oltremodo sciocco da parte sua non approfittare di queste circostanze favorevoli e difficilmente ripetibili : la creazione di un suo movimento/partito dovrebbe, quindi essere nella naturale evoluzione delle cose : vedremo se, oltre all’ambizione, il giovanotto avrà anche le palle e si butterà in questa avventura. Se avrà questo coraggio (audaces fortuna iuvat), avremo sulle scena politica due nuove formazioni destinate a posizionarsi al centro degli schieramenti con tendenza verso destra e questa sarebbe la vera novità destinata a mutare gli equilibri elettorali. Non è difficile pronosticare che queste due new entry attirerebbero una cospicua parte di voti degli ex elettori di centro destra, ora parcheggiati in area/astensione perché disgustati dal vecchio asse PDL/Lega, e privi di appetibili alternative elettorali. Ma non solo : confluirebbero sicuramente anche molti voti, attualmente targati M5S e pertinenti a parte dell’elettorato di centro/destra che non intende astenersi e che vuole esprimere la propria protesta. Si può anche prevedere un certo travaso di voti da UDC e FLI, in quanto una parte dell’elettorato centrista che non desidera l’avvento di un governo Monti-bis, troverebbe nei due nuovi movimenti, un naturale riposizionamento in area/centro : e questa sarebbe una bella lezione per Pierferdy il poltronaro e per Gianfry il traditore. A parte l’apporto dei renziani DOC , ovviamente ci sarebbe anche un inevitabile travaso di voti provenienti dal PDL, che potrebbe essere minimizzato solo con un definitivo e reale passo indietro di Berlusconi al quale gli elettori non perdonano la scarsa autorevolezza nei confronti dell’alleato Lega ( mancata abolizione delle province e riforma delle pensioni), la diminuzione di prestigio a livello internazionale quale riflesso delle vicende a sfondo rosa e, aggiungo, l’acquiescenza al disegno bellico/economico francese nella guerra di Libia contro Gheddafi con il quale, oltretutto, l’Italia aveva stipulato un trattato di amicizia pochi mesi prima. Personalmente ritengo che queste siano le uniche circostanze che, se realizzate, permetterebbero al centro/destra di avere qualche probabilità di vittoria alle prossime elezioni politiche e semprechè le nuove componenti si aggreghino o prima o dopo il voto a seconda della nuova legge elettorale, se mai vi sarà. Volutamente non considero più la Lega come valida componente del centro/destra data la sua propensione all’isolazionismo e alla confusione (un giorno vuole correre da sola, un altro non vuole entrare in Parlamento, un altro ancora si potrebbe alleare con il PDL ma in cambio del sostegno a Maroni in Lombardia): a parte le decisioni di bottega (mancata eliminazione delle Province che pure era nel programma elettorale), e lo stupido populismo (mancata realizzazione della riforma dell’età pensionabile che, poi, è stato il primo atto duro dell’era Monti), per finire con la chicca dell’emendamento presentato al Senato pro-carcere per i giornalisti in caso di diffamazione e la richiesta di voto segreto. Quello che ho descritto, e che auspico, sarà senz’altro un bel libro dei sogni, ma penso che l’alternativa unica possibile sia un bel voto al M5S di Beppe Grillo: almeno, come sostiene Vittorio Feltri, avremo un bell’orgasmo da distruzione del vecchio e poi sarà quel che sarà.

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