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Il “PonyRampante" chiamato "Cordero"….dalle macchinine rosse.

Il “PonyRampante" chiamato "Cordero"….dalle macchinine rosse. Per non tediare l’incauto lettore che si accingesse a leggere e capire il soggetto/oggetto del mio scritto, mi sono prudentemente rifatto alla notizia data dalla “Reuters Italia” ancora il 20 settembre 2010- delle ore 16,23 che così recitava: “ Montezemolo: Unico Partito che sostengo è Forza Ferrari…”. L’uomo si è già inquadrato per suo conto e non ci sarebbe da aggiungere altro; ma io vado oltre con la mia fantasia. L’unica concreta, positiva certezza che apporterebbe al fantasioso mondo dell’ ”Arte” della politica nostrana, se avesse ll’insana pretesa di concedersi ad essa, il simpatico Cordero di Montezemolo ( per i friends, Luca), secondo me, sarebbe il suo blasonato cognome che, senza lode o dolo , porterebbe in dote; essendo questa, l’unica originalità di valore, quasi di concetto del “Bello ” come lo intendeva, penso, anche il filosofo Kant nel suo libro sulle osservazioni, appunto, del bello e del sublime. Veramente un cognome particolare. Per il resto, relativo al tema politico e della res-publica, la novità che lui si immagina di poter apportare per il bene del Paese Italia, stando “spaparanzato” sullo scranno del Parlamento come D’Alema perso tra gli origàmi, sarebbe come discettare sul nulla cosmico, sul vuoto assoluto, compresa la noia. Prova ne sia la vita giuliva e spensierata da lui condotta negli anni d’oro della Fiat ( tenuta in vita dallo Stato, con soldi nostri); iil “Cordero“, oltre a venir tacciato quale figlio naturale del Grande Avvocato, ( vox populi) non ha mai combinato gran che di buono, politicamente parlando e per quanto ci è dato sapere, se non trastullarsi a destra e a manca, protetto dalla grande mano e borsa paterna, quale “Giocattolaio dalle macchinine Rosse”, in giro per gli autodromi del mondo, tra valvole e pistoni, provando così a dare un senso alla sua strana vita, oggi confusa assai., perché gli è mancata la materia prima: il Padre. Dati i continui "imput " ricevuti dalle “cornacchie” di contorno per mero interesse partitico, seguiti da mille suoi tentennamenti, non sapendo a che cosa aggrapparsi per rispondere a quelle fascinose sollecitazioni, in un momento di lucidità , Luca Cordero potrebbe aver pensato il perché non sfruttare quel cognome roboante, pomposo che sa di antico feudo, di umanesimo d'altri tempi, per diventare magari il Presidente, lo Statista del Popolo Italiano come vaticinato; non male, per lui apolitico per necessità; no, non parlo dell’uomo, ci mancherebbe; di lui come persona, ho il massimo rispetto. Lasciando però da parte anche queste considerazioni, sarebbe sicuro poi il Cordero che i vari Kapoccia alla Bersani &sons in circolazione ( tanto per fare un nome vetero sovietico ) , dal fiele che fuoriesce loro perfino dalla pelle per arsura da potere, glielo permetterebbero di diventare Presidente, "alla fine de li cunti " ? Forse a parole, ma poi nei fatti ? . Ai posteri, “guagliò” di bella e mala vita. Piesse: Ho scritto quanto sopra ancora nell’ottobre 2010, ma lo ritengo ancora attuale, salvo qualche ritocco relativo al ventilato suo connubio, nel contesto politico del notro tempo, col disastro Monti.

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