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LA DENATALITA' AFFOSSA IL PIL E FA SCOMPARIRE GLI ITALIANI

La denatalità affossa il pil e un suo rilancio risolleverebbe la nostra stagnante economia, come si è già verificato in passato, negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Ora mancano del tutto i servizi alle madri lavoratrici. Si creino allora nuovi posti di lavoro istituendo asili nido statali e gratuiti, che coprano l'intero orario della giornata lavorativa. I soldi si possono e si devono trovare. Così come la scuola pubblica è gratuita, gratuiti devono essere gli asili nido, anche per le famiglie ricche, che con le tasse versate li hanno già abbondantemente pagati. Le donne potranno lavorare meglio e avere più figli, come pare accertato dai sondaggi che sia loro desiderio e l'economia metterebbe il turbo. Metterei questa proposta al punto n. 1 dell’agenda politica di governo. In aggiunta, oserei dire, vista la situazione disperata in cui ci troviamo, che sia un male minore proporre per le donne lavoratrici un di anticipo della pensione in ragione, per esempio, di due anni per ogni figlio. I figli sono i cittadini di domani, coloro che sosterranno le nostre pensioni con il loro lavoro, sono il nostro principale investimento, senza dubbio alcuno. Lo Stato italiano li ignora e ne ignora volutamente il costo, che ricade tutto sulle spalle dei genitori: cavoli loro, chi glielo ha fatto fare? Urge un'inversione di tendenza, la tendenza essendo ora quella dell'eutanasia di un intero popolo, che decide più o meno consapevolmente di non darsi un futuro. E' fuor di dubbio che l'onere maggiore se lo sobbarchino le mamme. Di solito, infatti, queste ultime non si fanno sostituire in famiglia da collaboratrici domestiche, se non in misura marginale, e quindi in aggiunta al lavoro "extra moenia" si ritrovano a dover fare in tutto e per tutto anche il lavoro che fanno le casalinghe. In teoria, per i nostri politici, il problema non esiste: semplicemente, le donne che lavorano dovrebbero rinunciare alla maternità. Infatti gli asili non ci sono, oppure ci sono, ma solo per chi non lavora e quindi non ha reddito, non sempre ci sono i nonni e lo sgravio fiscale che lo Stato riconosce alle famiglie è quasi pari a zero. La situazione è grave, ma non seria, ovvero, per essere più precisi, come ho detto, è semplicemente disperata. Un popolo che si amministra come il nostro è votato all'estinzione, nella propria totale indifferenza. Darwin su di noi non scommetterebbe un centesimo bucato. Perché dovremmo ignorare che le mamme lavoratrici non fanno un solo lavoro, ma due? Le donne che lavorano e hanno figli conducono una vita assai poco rilassata, che somiglia piuttosto a un percorso a ostacoli, e ogni giorno per loro è una lotta impari, sempre di corsa, trafelate, con l'occhio all'orologio impietoso. La nostra società si regge su di loro. Se tutte le donne che lavorano rinunciassero alla maternità, come sembrano volere i nostri politici, che hanno creato tutte le possibili condizioni per scoraggiarle, che futuro si prospetterebbe per ciò che resta del popolo italiano? Se non adottiamo urgentemente provvedimenti del tipo cui ho testé fatto cenno, allora rassegniamoci a scomparire. Darwin non è un'opinione, come un'opinione non sono le leggi di natura, che operano sempre allo stesso modo, a prescindere dalla comprensione che noi ne abbiamo. Con i più cordiali saluti.

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