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Siamo tutt'orecchie

Carissimo direttore, premetto di avere per lei una grande stima perché la considero uno dei pochi giornalisti impegnati a difendere la democrazia in questa povera Italia che sento avviata a una sorta di dittatura. Detto questo, voglio farle una domanda: perché non affrontate il discorso iniziato da Paolo Barnard su Mario Monti? Quel giornalista dichiara da circa sei mesi che Mario Monti è un delinquente e che vorrebbe esserne querelato, ma le pare normale che il destinatario faccia finta di niente sperando che giornali e televisioni di regime nascondano lo scomodo discorso sotto un’assordante coltre di silenzio? La cosa, oltre a non essere normale, mi sembra estremamente sospetta e preoccupante. Quando ho visto citata su "Libero" la notizia delle dichiarazioni fatte a "L’ultima parola", speravo che voi approfondiste l’argomento. Ma finora nulla è cambiato. Il Professore è al governo grazie a una sorta di "colpetto di stato" sponsorizzato dal presidente Napolitano allo scopo dichiarato di risanare i conti. Ciononostante si è ben guardato dal ridurre l’indecente sperpero della pubblica amministrazione, riduzione che, se opportunamente mirata, avrebbe ridotto buona parte del deficit, e ha puntato esclusivamente sulle tasse pur sapendo perfettamente che avrebbe inevitabilmente prostrato l’economia. Questo professore, che non è e non può essere un ignorante in campo economico , ha ripetutamente "truccato le carte" raccontando balle al popolo bue. Perché? Val la pena rischiare la reputazione recitando la parte dello scolaretto sprovveduto e ignorante, se non sono in ballo importanti risultati? L’impressione di noi cittadini, seppur digiuni di conoscenze economiche, è che i suoi fini, ben lungi da quelli che sostiene di perseguire, rientrino negli inconfessabili e inconfessati progetti dell’economia internazionale, contraria alla sovranità monetaria, della quale la Bilderberg è la mafiosa e massonica protagonista. Paolo Barnard, oltre che un pazzo Kamikaze, potrebbe essere un coraggioso giornalista impegnato a combattere i nemici della democrazia. Non le sembra che sarebbe il caso d’intervistarlo sul vostro ( e nostro) giornale, visto che dichiara di essere in possesso di prove esplosive riguardanti la malafede del professore? Coraggio, caro direttore: siamo tutt’orecchie. Emilio Borghini Piacenza (PC) .

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