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Programma dell'Elettore

Egregio Direttore, Scrivo questa lettera dopo molti ripensamenti. Mi sono convinto perché ritengo giusto intimamente esprimere il mio stato d’animo circa la nostra situazione politica in Italia. Desidero esprimere questo mio disappunto per il tipo di politica incompetente e dannifica che ci amministra (malissimo) da almeno 30 anni. Essendo prima di tutto un cittadino e immediatamente dopo un elettore, mi sento in uno stato di impotenza e maggiormente di frustrazione, per lo stato delle cose in Italia. Ritengo di far parte della maggioranza silenziosa di questo sfortunato e tradito Paese, la maggioranza che sta pensando fortemente di non andare a votare per nessuno dei Partiti o Movimenti, questi ultimi tutti con l’aspettativa di prendere il potere con l’approssimarsi del 10 Marzo 2013. (almeno secondo le ultime indicazioni fornite dal Presidente della Repubblica ai Presidenti di Senato e Camera dei Deputati). Insomma, mi sento un Italiano tradito da altri italiani, alcuni dei quali non meriterebbero di mantenere neanche la cittadinanza. Poiché ancora nessuno dei Partiti / Movimenti aspiranti a vincere le elezioni ha presentato un programma di massima (ammesso che si possa fare un programma diverso dalla strada tracciata dall’attuale Presidente del Consiglio), nel frattempo, consapevole che il mio voto anche se unico, vale, mi sono fatto un programma personale come elettore, con la solenne promessa fatta a me stesso, che se i seguenti provvedimenti correttivi fossero portati a termine da qui al 10 marzo prossimo, potrei rivedere la decisione del mio non voto. Questo quindi è il mio programma: 1. Nessun Partito o Movimento Politico deve più prendere soldi dallo Stato né come rimborsi elettorali né per la loro neo-costituzione. Così anche per quella forma sportiva che va tanto di moda tra i nostri politicanti, di cambiare il nome del Partito prima di ogni consultazione elettorale: nessun centesimo di Euro! 2. Dimezzare, e comunque non superare mensilmente la somma di Euro 5.000, per gli emolumenti di Senatori e Onorevoli, incluse le spese già rimborsate e al netto delle tasse. 3. Il vitalizio per Parlamentari potrà essere dato solo dopo aver servito per almeno 10 anni (anche cumulativi) e la somma del vitalizio mensile potrà essere elargita dal compimento del 67° anno di età per gli uomini e dal 65° anno di età per le donne. (Anche il Ministro Fornero ha stabilito che non si può andare in pensione prima di quelle età). In ogni caso, vitalizio e pensione insieme non devono superare la somma di Euro 5.000 mensili. 4. Le elezioni sono considerate valide solo se ha votato il 50% degli elettori aventi diritto + 1 elettore/elettrice. In caso negativo, le elezioni sono da considerare NULLE. Una minoranza non può e non deve governare sulla maggioranza assoluta della popolazione. 5. Nessun “Bonus” in percentuale di seggi deve essere dato a nessun partito, anche se risulta essere il partito + votato. (Bisogna che capiscano una buona volta che devono esserci 2 o al massimo 3 schieramenti politici – tipo “Laburisti e Conservatori”. Risparmieremmo un sacco di soldi.) Inoltre, quando si deve votare per una Legge, tutti, ma proprio tutti, devono essere presenti nelle Camere. Gli assenteismi ingiustificati devono essere soggetti a sanzioni monetarie per le prime 3 volte, alla quarta si procede con l’espulsione dal Partito. 6. I Partiti che non raggiungono il “quorum” del 7% non possono entrare in Parlamento e devono essere sciolti. (non teniamo in vita Partiti a partire dall’1 o 2%: costano a noi contribuenti!) 7. Il Partito che perde i “pezzi” strada facendo, (causa morte o rappresentanti indagati con tanto di autorizzazioni a procedere, o per aver commesso reati e colti in flagranza, o altri motivi, non può sostituire / rimpiazzare i “pezzi” persi. Se quel Partito fa parte della maggioranza di Governo e non ha più i numeri per governare, il Capo del Governo rassegni le dimissioni al Capo dello Stato. 8. I nomi, con relative date di nascita dei vincitori dei Concorsi Statali – Magistratura, Ministeri vari e di assunzioni senza concorsi nelle strutture e negli apparati parastatali siano pubblicati non solamente nei Bollettini Ufficiali della Gazzetta Ufficiale, ma anche nelle pagine delle principali testate giornalistiche nazionali. (non per facoltà o disponibilità dei quotidiani stessi ma per imposizione di legge). Gli otto punti di cui sopra fanno parte del mio Programma di Elettore. Nel caso in cui non vengano soddisfatti, e sono certo al 99% che non lo saranno assolutamente, non darò il mio voto a nessuno. Il voto è un diritto – dovere di ogni cittadino? Certamente, e sono d’accordo con questo. Ma questo teorema vale se la Politica è onesta e non cialtrona, se si preoccupa dei suoi cittadini e non degli interessi personali e delle loro famiglie e amici (siamo in pieno nepotismo), se si fa rispettare in ambito e ambienti Internazionali e non deridere e/o nella migliore delle ipotesi, isolare e tenere a distanza. La Politica vera è quella che provvede ai cittadini più deboli e non solamente a quelli più ricchi. La Politica giusta e vera non fa scappare all’estero oltre che ai capitali, anche imprese e fabbriche, e soprattutto i Cervelli dei quali, grazie a Dio, la nostra Nazione ne è ancora piena. La Politica discute sui problemi da risolvere e portare avanti, e non di come fare alleanze (con Tizio o con Caio, ma mai con Petronio! - In poche parole, non di alleanze tra Partiti o Movimenti, ma tra individui!!!) per governare o litigare davanti alle telecamere delle TV nazionali o “mandarsele a dire” tramite i quotidiani / settimanali. D’altronde i politici devono cominciare a capire che oramai viene attuata quella che è una delle più semplici espressioni di matematica: “il voto degli Elettori sarà direttamente proporzionale alle capacità, lealtà e onestà dei Politici”. Insomma, una Politica che si interessa ed ha a cuore la vita degli Italiani. Cosa che non mi sembra sia avvenuta negli anni scorsi. Con gli ultimi drammatici eventi nell’arco di un anno, mi chiedo spesso se sia meglio per l’Italia (e rassegnarci una volta per tutte) diventare una Provincia tedesca, o diventare il 51° Stato Americano? Chissà se abbandonando l’Euro e adottando come moneta nazionale il Dollaro USA, potremmo trovarci meglio? Una cosa sarebbe certa: avremo sicuramente molti più turisti Americani, Arabi e Giapponesi! E non è forse il turismo una delle nostre carte vincenti per risollevarci dall’enorme debito accumulato? Se in una Nazione non c’è meritocrazia non c’è giustizia; se non c’è giustizia non c’è uguaglianza; se non c’è uguaglianza non c’è democrazia; se non c’è democrazia allora vuol dire che quella Nazione è ad alto rischio! E credo che come me, la pensino in tanti, come per esempio quella maggioranza silenziosa fatta dal 53% che non è andata a votare alle ultime elezioni Regionali della Sicilia, perché semplicemente disgustata e delusa dalla Politica. tonycimi

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