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Alessandra Moretti ( Se questa è di sinistra)

Alessandra Moretti (Se questa è di sinistra) Da qualche giorno mia moglie, vicentina, mi chiama Gregory, Gregory Peck. Da quando infatti Alessandra Moretti, vicentina anche lei, ha detto che Pierluigi Bersani, prima che il crine corvino prendesse congedo dal suo nobile cranio, assomigliava a Cary Grant, tutto è possibile. E' possibile che mio suocero Nino abbia avuto un che di John Wayne, che mio padre Pino ricordi vagamente Harrison Ford, che mia madre sia stata la Silvana Mangano di Macerata, che mia moglie Maria Luisa sia una straordinaria Jeanne Moreau, che la Moretti , infine, sia la sosia di Carole Bouquet , ma con l'aggravante di una fetta di polenta vicentina sul capo che le inumidisce il cervello. E' noto come Bersani stesso, stanco dello stuolo di vegliarde che lo circondava , l'abbia assoldata per contrastare Renzi sul piano della giovanile allegrezza e dell'adolescenziale baldanza. Effettivamente tra la Finocchiaro, che è un po' una Tina Pica in versione democratica , e Alessandra Moretti ci corre molta differenza. C'è una foto strepitosa, risalente al giorno della pubblica cooptazione, in cui Carole viene ritratta tra due giovani hobbit ( Tommaso Giuntella e Roberto Speranza), con Bersani che spunta da dietro come fosse l'immancabile nonno fotografato , il giorno della cresima dei nipoti, insieme ai rampolli pregustanti l'eredità. La Carole vicentina, nelle sue apparizioni televisive, forse per l'impacco di polenta sul cervello, ha inanellato diverse cadute: non ricordava quante volte Bersani era stato ministro, sosteneva che il papà di Bersani fosse un meccanico, tirava fuori la menata di Cary Grant per uno che al massimo puoi paragonare a Danny De Vito, diceva di aver fumato spinelli in gioventù ma poi aveva avuto male, molto male al pancino. La topica però più eclatante la commise qualche anno fa quando, da vicesindaco, fece cancellare sulla lapide dei profughi istriani il nome di Hullweck, ex sindaco berlusconiano di Vicenza. Una cafonata degna della Signorina Silvani. Ieri sera Carole è apparsa in tv nella trasmissione In onda. Sapendo dell'ammirazione di Porro nei suoi confronti, per tutto il tempo si è rivolta a lui, beccandosi pure la reprimenda di Telese che l'ha invitata a non dare le spalle all'altra ospite, Cochise, e cioè Renata Polverini. Tra Carole e Cochise sono state poi scintille tremende e dobbiamo dire che abbiamo tifato alla grande per Cochise. Una puntata singolare: da un lato c'era una bellona narcisista e saccente che s'assestava con continue mossette la capigliatura per farsi vedere da Porro e dall'Italia intera, dall'altro una popolana di Roma a cui hanno rinfacciato le magagne di Batman Fiorito, quando è vero che tutti i politici della Regione Lazio, ad eccezione dei radicali, godevano delle prebende di Stato, compreso il lestofante Maruccio dell' Italia dei Valori, alleato del Pd e quindi della Moretti. Poi Carole, che a forza di essere ammirata da Porro cominciava a credersi Grace Kelly, ha rinfacciato a Cochise , in modo assurdo e inopinato, ( come passare dal baccalà alla vicentina all'accoppiamento del merlo delle Galapagos) la questione della dignità delle donne, compromessa irrimediabilmente dall'innominabile erotomane brianzolo. Caro lettore, noi, che non siamo Porro, fra la Alcina vicentina e la belva ferita Polverini, cui il destino bizzarro ha riservato nello stesso tempo il tonfo politico e la radioterapia alla tiroide, preferiamo quest'ultima, bella e tragica come Anna Magnani. Adesso però basta . Prendo la vespa e mi vado a fare un giro con mia moglie. Sono o non sono Gregory Peck?

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