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On. Bocchino, “nun c’è più trippa pei’ gatti” (traduzione : “la pacchia sta per finire”)

Gentile Direttore, ho notato che nei dibattiti televisivi ai quali partecipa l’on. Bocchino (il fedele scudiero del Presidente della Camera, per grazia ricevuta) se gli interlocutori non esprimono concetti semplici usando anche un linguaggio molto chiaro (per non dire elementare) rischiano di non essere capiti e quindi non può esserci dialogo, cioè si parla a vuoto. Quando interviene l’on. Bocchino, che recita sempre lo stesso copione e sempre dall’alto della sua non comune saggezza, il giorno dopo l’indice di gradimento del suo partitino, che ormai sta evaporando, subisce un ulteriore calo perché gli italiani non si lasciano più incantare dai “politicanti pifferai”. L’on. Bocchino tenta, peraltro con scarsi risultati, di imitare il Vate della politica italiana, l’on. Casini, e vorrebbe illuminarci con le sue raffinate riflessioni (sempre le stesse) atteggiandosi fine politico, o meglio finito politico, visti i risultati elettorali e i sondaggi. Certo, lui si dà un gran da fare per riuscire a conservare il comodo e ben remunerato “seggio-lone”, ma non credo sia impresa facile, nonostante cerchi di atteggiarsi addirittura da raffinato politologo (e mi scuso con i tanti politologi seri e preparati). Devo ammettere che questo è il classico caso in cui l’allieva on. Carfagna ha superato nettamente il maestro, un altro livello culturale, un altro spessore. On. Bocchino, un proverbio dice che “se un uomo ha una grande idea di sé, si può essere certi che è l’unica grande idea che ha avuto in vita sua”. Gianni Porzi, casalecchio di reno (bologna)

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