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Il nostro Presidente.

Caro Direttore, ascoltando la radio e leggendo il suo giornale, mi ha colpito la continua ed inopportuna invadenza del nostro, Presidente Napolitano. Premesso che , normalmente, persone di quell'eta', non vengono mandate da sole, nemmeno a ritirare la pensione, mi pare veramente inopportuno che quest'uomo, che è in politica dal dopoguerra, si atteggi a 'padre della patria' ed elargisca consigli, ordini ed indicazioni, come se fosse un campione di democrazia. Nella migliore delle ipotesi, ed accettando la sua conversione da comunista osservante, a democratico credente, Napolitano e' corresponsabile dello sfascio in cui ci troviamo. Ma dove era Napolitano in questi oltre sessant'anni di democrazia? Faceva l'operaio alla Fiat, faceva l'impiegato in banca od era seduto in quegli stessi scranni che ora, con il suo atteggiamento invadente, sta delegittimano completamente? Ha detto che comunque vadano le elezioni, l'insegnamento e la linea di Monti non sarà' abbandonata, anzi! Che manifestazione di democrazia! Che attenzione alla volontà popolare. Probabilmente Napolitano e' rimasto fedele alle sue vecchie idee bolsceviche: cambiano i capi, ma la linea resta inalterata!

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