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L'Eurozona ed il gioco del Domino

La 'crisi' dell'eurozona ha già morso la Grecia, l'Irlanda, la Spagna ed il Portogallo, ed ora sentiamo gli effetti anche sulla nostra Italia che da tempo era già scricchiolante.... Già dagli inizi degli anni 2000, quando lavoravo nella City di Londra, era evidente che l'Inghilterra non aveva alcuna intenzione di abbandonare la sua autonomia e sopratutto la sua regale moneta. Il motivo era ovvio, non voleva perdere la sovranità del suo motore economico, pur essendo pronta a perdere valore sul mercato. Perdere punti percentuali va pure bene, è accettabile, perdere la sovranità per un controllo esterno non ben delimitato..... è da folli ! Infatti gl'Inglesi non sono caduti nel tranello ordito da Germania e Francia, anche se questi ultimi due paesi hanno 'rosicchiato' una bella fetta di 'business' al Regno Unito. Ma nessuno mi leva dalla testa che la Germania fosse in fermento da decenni, e che volesse imporre la sua politica economico-monetaria in tutta Europa. I tedeschi hanno fatto un'operazione gigantesca: la riconversione della Germania dell'Est dopo la sua annessione (post muro di Berlino). Questa 'riconversione' gli è costata un vero patrimonio, e dovevano trovare il modo per 'ammortizzare' il grande colpo. Un buon accordo con gli 'amici' francesi.... ed il gioco è fatto. Un decennio di flessione ed un decennio di risanamento. Il primo sulle spalle dell'economia tedesca, il secondo sulle spalle condivise di un Europa unita. Bel colpo ! Questo però ha intaccato le economie vacillanti, quelle cioè che già avevano disegni poco chiari al loro interno e vivevano di 'flusso' più che di idee e programmazioni. Noi latini non siamo dei grandi programmatori, viviamo gaudentemente l'oggi, riusciamo a risparmiare ma solo dopo aver vissuto più che decentemente. Gli anglosassoni ed i teutonici invece programmano le mosse con molto anticipo, valutano le possibili strategie, cercano alleanze, lavorano insieme. Una bella ricetta che separa l'Europa del Nord da quella del Sud. E' storia, e forse sono anche i cromosomi..... chissà.......! Ma ritorniamo all'Inghilterra. Ha un'incredibile possibilità, e cioè quella di dimostrare che l'Euro è in fallimento. Con la Sterlina ancora moneta sovrana ha la possibilità di riprendere l'economia reale (quella produttiva e del lavoro), e quindi se adotterà misure lungimiranti si potrà considerare il nuovo fulcro d'Europa. Ma c'è un'ultima variabile da considerare: la tenuta delle due nazioni che 'sostengono' effettivamente la moneta unica. La politica di 'risanamento' voluta essenzialmente dalla Germania ha creato un vortice nel quale stanno entrando anche coloro che l'hanno generato. Il barracuda affamato nel vuoto del suo ambiente ha adocchiato una coda da addentare, ma non s'è accorto che la coda era la sua......! Sono fermamente convinto che è solo questione di tempo. La Francia sarà la prima grande nazione a trovarsi su un bordo scosceso e viscido, e sarà costretta a far scricchiolare ancor di più la sua tenuta con la Germania. Il peso di altri paesi 'virtuosi' dell'eurozona non permetterà a quel punto di bilanciare la situazione ostentandosi a rimanere con la linea tedesca. Si, sono certo che la Francia sarà un punto nodale dell'Europa, insieme con l'Inghilterra. La prima perché storicamente è capace di rivoluzioni popolari, cosa che gli altri non sono mai riusciti a fare, e la storia e la natura si ripetono sempre! La seconda per i motivi che ho esposto prima, e che sarà ben felice di riprendersi le attività che le sono state 'rosicchiate' da Francia e Germania negli ultimi trent'anni. Una rivoluzione popolare in Francia è assolutamente possibile, in Italia no, in Germania nemmeno. Tutti gli altri paesi sono davvero piccoli e poco inclini..... oltre che poco 'agguerriti'. Questa mia visione è sinceramente pessimistica per l'Europa unita e per la moneta unica. Ma sono anche assolutamente realista, e l'analisi dei tanti segnali che sono disponibili per essere interpretati mi convince sempre più che stiamo assistendo allo sgretolamento inderogabile di un castello di regole monetarie, di burocrazia speculativa, di una unione che si è fondata sugli egoismi piuttosto che sulla condivisione. Siamo tutti nazioni diverse, parliamo lingue diverse, abbiamo anche culture diverse..... ma una moneta unica governata da enti speculativi. Un bel minestrone, tutto qui, solo questo. Peccato, ci avevo creduto tanto anch'io......... Ma la realtà mi risveglia dal bel sogno, e mi catapulta nel bel mezzo del processo disgregativo. Spero solo che sia un bell'esempio per capire e progettare qualcosa di sostanzialmente diverso, le possibilità e le energie ci sarebbero, mancano la fiducia e la guida..... cose non da poco, oggi...... ma deve essere spazzata via la cupidigia, gli interessi speculativi a breve termine, la corruzione asservita al parassitismo, gli interessi di parte e le strategie oligarchiche che vogliono assoggettare le democrazie! Ora si tratta di scegliere dove voler stare, per chi o che cosa combattere. Dopo sarà solo questa scelta a definire il 'come' si risolverà..........

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