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Dagli all'untore

Dagli all’untore, mi sembra udire ogni volta che leggo o ascolto argomenti di alta intensità emozionale come i soprusi della burocrazia che hanno assunto un aspetto virale nei confronti dei cittadini. Per soprusi intendo tutte quelle cose che, frutto di illogicità burocratiche, vessano i cittadini in nome di una qualsiasi cosa vantata nel nome del bene comune. La fiducia dei cittadini nei confronti degli amministratori della cosa pubblica è ai minimi storici. Etica e moralità non sembrano far parte del vocabolario del buon politico. Ma c'è stato un tempo in cui questi erano i valori di chi sceglieva di perseguire il bene comune. Erano i tempi dell'impegno che caratterizzava una grande trasformazione per uscire da una crisi non solo economica ma anche morale. Le testimonianze di buona politica fanno bene: e, di buoni politici ce ne sono stati e spero che ce ne siano ancora Dico: spero che ce ne siano perché ho l’impressione, se mi permettere di usare un termine tipico della zoologia, in via di estinzione. Forse sarebbe opportuno clonarne alcuni Ce ne sono alcuni che, da quanto mi risulta in questi ultimi tempi, mi danno fastidio, per cose che alla fine risultano banali. Noto, quotidianamente, dei comportamenti, miei e altrui, e ogni sorta di atteggiamento e circostanze che contribuiscono a renderci stupidi. Mi sembra che fra tante ipotesi possibili tre siano particolarmente interessanti. L’ignoranza, la paura e l’abitudine. Anche il politico, volente o nolente è “vittima” di questi fattori. Qualcuno le ha definite “le tre sorelle della banalità”. L' ignoranza è alla base di tutte le altre afflizioni mentali, ed è, secondo me la più pericolosa. Se vogliamo che qualcuno venga a confortarci possiamo chiamare un prete, quello che ci aspettiamo dai politici invece, è che svolgano bene quella professione, per cui li paghiamo profumatamente, e che prevede tra le proprie prerogative la risoluzione di problematiche sociali. Purtroppo, alcuni politici vestono i panni di paladino per cose che pur rivestendo un carattere di problematicità, si rivelano incompetenti e privi di professionalità approfittando nella circostanza di situazioni esatte o meno per trarne opportunatamente vantaggio . Allora, abusano, molte volte, del loro status, perché si sentono intoccabili, per gettare fango sulla pubblica amministrazione non rendendosi conto che l’incompetenza e la mancanza di professionalità, loro appannaggio, potrebbero essere superate con un po’ di modestia. Se si informassero prima di coinvolgere i mass-media farebbero cosa gradita a tutti cominciando da chi si sente in difficoltà e indifeso e si è rivolto a loro per risolvere i suoi problemi vantando diritti e prestazioni con richieste anche corredate da menzognere balle e che il politico, il più delle volte potrebbe anche esserne involontariamente vittima a sua volta . E questa vale anche per chi viene coinvolto mettendosi a loro disposizione anche perché ciò, in questo caso, costituisce una perdita d’immagine con relativo costo per il buon giornalismo Quindi, se chiunque, prima di attivarsi nella tutela dei diritti, propri e altrui, si accertasse del vero e del falso, penso che, almeno il diritto di replica non avrebbe motivo di esistere. Tanto perché io e altri dipendenti pubblici, nonostante si riconosca l’esistenza di alcune “mele marce”, ci siamo stancati di assistere a trasmissioni e leggere di fatti e misfatti che non sono ne’ l’uno e ne’ l’altro e, ci siamo stancati anche di notare, subodorare, intuire, ecc… “ chi ci marcia” sopra tutto questo. Giuseppe (Pino) Verbari-Dipendente INPS

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