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Parliamo di IVIE , l'IMU estera

Si avvicina la scadenza per il versamento del saldo IMU; bisognerebbe parlare anche dell’IMU estera, la cosiddetta IVIE. Come può lo Stato Italiano imporre tasse ai contribuenti italiani sui beni in territorio straniero, beni per i quali si pagano già, quasi sempre, imposte piuttosto elevate nel paese straniero in cui si trovano gli immobili? I contribuenti che hanno scelto di acquistare un bene all’estero, dichiarandolo ai fini fiscali, si ritrovano a pagare importi pari a più volte l’IMU italiana (per immobile di uguale valore commerciale: in Italia paghi 100, in Unione Europea paghi 200/300 di tasse straniere + IVIE italiana!); non è neppure permesso detrarre tutte le tasse già pagate all’estero, ma solo alcune!! Inoltre non si capisce assolutamente in base a quali valutazioni di esperti del settore il fisco italiano abbia determinato la base imponibile (ogni paese europeo o extraeuropeo ha le sue leggi e regole e spesso non esiste un sistema equivalente al Catasto italiano); succede quindi che proprietari diversi si trovino a pagare somme molto diverse su beni immobiliari di uguale valore ( oppure somme identiche su beni immobili di valore commerciale enormemente differente)!!! Ma perché bisogna pagare di più se si è proprietari di un bene all’estero? E perchè bisogna pagare ancora di più se si è proprietari per acquisizione recente? Non esiste forse la libera circolazione di beni e persone, in particolare nell’ambito della Comunità Europea? Per favore, qualcuno dei superesperti tecnici risponda all’interpellanza parlamentare presentata a giugno, per avere chiarimenti sull’IVIE! E risponda anche alle migliaia di persone che si interrogano in merito su più siti internet,in trasmissioni televisive, che stanno sottoscrivendo petizioni e che hanno presentato denuncia alla Commissione Europea.

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