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UN SALENTINO NEL NORD EST (10) - IL SEX APPEAL DELLE KESSLER, UN EX COMICO, IL PRESIDENTE E UN ULIVO

Il 1950, per il natio paesello, non coincise solamente e semplicemente con l’Anno Santo, giacché il relativo calendario fu segnato e contraddistinto anche da un altro evento di grazia, ossia l’inaugurazione del cinematografo. Finalmente, dopo l’accensione della mitica insegna "Cinema Excelsior", gli abitanti potettero incominciare ad assistere, ogni tanto, compatibilmente con la disponibilità delle lire necessarie per l’acquisto del biglietto, a pellicole in bianco e nero e, eccezionalmente, a colori, senza doversi sottoporre ai faticosi spostamenti, a piedi o in bicicletta, nelle località più grandi, già attrezzate. E, tuttavia, anche quando non esisteva ancora la vasta sala della platea con lo schermo bianco, più o meno una volta l’anno, succedeva che, nel capannone del fondo agricolo "Luggiana", solitamente adibito all’infilatura delle foglie di tabacco, si ospitassero spettacoli di varietà o di teatro, a livello modesto, se non dilettantesco, che, ad ogni modo, facevano sempre presa sulla popolazione. Nella sezione anteriore del locale, oltre a montarvi il palco, erano sistemate alcune file di sedie e gli spettatori che intendevano accomodarsi lì dovevano versare un modesto contributo d’ingresso; al contrario, nella parte posteriore, con posti in piedi, si poteva accedere gratuitamente. Era un incanto, ascoltare, sia pure con un livello di recitazione non eccelso, brani già tramandati mediante narrazioni e racconti e posteggiati sommariamente nella memoria (Cenerentola, la Cieca di Sorrento, Guerin Meschino). Addirittura, un vero e proprio miraggio, quando il cartellone annunciava "Varietà", occhieggiare sulle figure femminili ricoperte da abbigliamenti ridotti, beninteso mai più striminziti rispetto ai costumi da bagno modello olimpionico, che, oggi, si suole abbinare unicamente alle suore consacrate. ° ° ° A parte l’apertura del cinematografo e i rari approdi di compagnie di teatro o varietà e canto, in quegli anni esisteva, da poco, la televisione e, però, a Marittima, non v’era alcuna famiglia che possedesse l’apparecchio con piccolo schermo. Il primo, e a lungo unico, probabilmente dono di qualche maggiorente politico, vi giunse a titolo di dotazione alla locale sezione della Democrazia Cristiana, che aveva sede in uno stanzone, sulla piazza, concesso in comodato d’uso senza corrispettivo dai coniugi proprietari Cosimo e Carlotta. Oltre alla TV, sistemata un po’ in alto, una trentina di posti a sedere, da un lato per le donne e dall’altro per gli uomini, come in chiesa. Solo l’ufficiale postale del paese, don E. Q., derogava alla separazione dei posti, sedendosi a fianco alla fidanzata R., tra non pochi mugugni dei "comuni" maschi. Correvano gli anni di "Lascia o Raddoppia", del "Musichiere" e delle prime apparizioni delle Gemelle Kessler. Precisamente nel gustarsi i balletti e i compassi delle bionde soubrette tedesche, un compaesano, O.N., fra i trenta e i quaranta, sposato e padre di mezza squadra di figli, restava assolutamente incantato e immobile, come una statua. Non basta, al termine di ogni esibizione della coppia, scuotendo il capo, sbottava sempre nella medesima esclamazione: "Poi dicono che si commette peccato se, colpiti da simile ben di Dio, si finisce col non apprezzare più la propria moglie." ° ° ° Il mezzo televisivo contribuì, ovviamente, a far conoscere al grande pubblico, molti esponenti del comparto artistico, fra cui cantanti, attori e comici; dell’ultima categoria, vengono in mente Totò, Walter Chiari, Carlo Campanini, Macario, Carlo Dapporto, Peppino De Filippo. I predetti personaggi, di tanto in tanto, compivano anche tournée in giro per l’Italia, toccando Lecce e alcuni centri della provincia. Perciò, oltre che attraverso il piccolo schermo, si aveva agio, mezzi economici e di trasporto consentendolo, di vederli pure in carne e ossa, dietro pagamento di un biglietto, che, all’epoca, una volta tanto, ci si poteva concedere. Invece, negli anni e decenni successivi, vie più a precipizio sino al presente, il prezzo dei tagliandi per spettacoli, non soltanto di comici, cantanti e attori, ma, pure, di carattere sportivo, è arrivato alle stelle, permettendo a folte schiere di protagonisti, non necessariamente di primo piano, di arricchirsi immeritatamente in poco tempo, accantonando non patrimoni, bensì autentici tesori: al punto, da poter, volendolo, fermarsi e vivere di rendita, in residenze magnifiche e fra lussi smisurati. In giro, v’è più d’uno di casi del genere. Fra essi, colpisce un comico ligure, in pensione nel ruolo d’artista, il quale ha intrapreso la carriera politica, esibendosi da tribuno che urla e accusa tutti, di tutto: milioni d’italiani lo seguono e gli stanno dietro con il voto. ° ° ° Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, pur trovandosi a Parigi in visita ufficiale, ha ritenuto di far pubblicamente notare che il premier Mario Monti non è candidabile alle elezioni essendo già, da senatore a vita, un parlamentare. Chissà qual è il motivo da cui trae origine l’esternazione del Capo dello Stato, in tali precisi termini, che, dal punto di vista sostanziale, rispecchiano un concetto scontato. Forse, ha inteso chiudere il libro di lettura a qualcuno e offrire contestualmente un foglio per appunti e una penna a qualcun altro. Ad ogni modo, fra tante scadenze e appuntamenti sul fronte politico e dei partiti (primarie, elezioni regionali, politiche, presidenziali), non resta che attendere. ° ° ° Un’istantanea durante l’abituale passeggiata pomeridiana nel cuore di Abano: in una sorta di grande aiola, dietro l’insegna nominale di un vivaio del posto, si offre un’antica pianta d’ulivo, il cui tronco, da solo, racconta più storie e vicende di un lungo arco risorgimentale; fra i rametti e le fronde, anche gruppetti di frutti, in definitiva l’albero sembra acclimatato. Ma, appare chiaro pure a un cieco, la sua provenienza e il suo luogo di nascita non hanno niente di euganeo. 22 novembre 2012 Rocco Boccadamo Lecce

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