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L'ombrello dei Giudici

L'ombrello dei Giudici Fatti accaduti negli ultimi giorni,dimostrano ,ancora una volta, come l'amministrazione della giustizia da parte di alcuni magistrati -pochi, in verità,rispetto alla maggioranza silenziosa, sana e competente-costituisca il salvagente di salvezza per alcuni fortunati e di rovina per altri. La legge in mano a certi magistrati è un elastico che si allunga a dismisura per chi deve essere salvato e s'accorcia oltre il limite per che deve essere condannato. Al fortunato è attribuito il diritto indiscusso di usare il pronunciato giudiziale come Vox Dei,ombrello che ripara ,santifica e restituisce la verginità.Il sigillo è :"C'è un a decisione del Giudice che mi dà ragione.Punto e basta: sono vergine.Chi non ci crede incappa nell'art. 595 del C.P. Mi diffama. Chi è sfortunato abbassi la testa ed accetti a capo chino il giudizio dell'oracolo divino che gli distrugge l'onore. Eppure gli stessi Giudici hanno più volte ripetuto di essere uguali a tutti gli altri uomini che viaggiano per il mondo,con gli stessi amori faziosi per la parte politica alla quale appartengono, con l'acredine nei confronti degli avversari,con l'ambizione di scalate sociali e con tutti i difetti che sono nel cuore degli esseri umani. Il Giudice Michele Morello,illustrando in televisione il lavoro d'indagine che portò la Corte d'Appello di Napoli all'assoluzione di Enzo Tortora,emblema degli errori giudiziari della magistratura italiana e del sistema giuridico nazionale,avvertì che " anche i Giudici soffrono di simpatie ed antipatie" E non è vero che il giudicato valga per tutti come ombrello santificatore definitivo che restituisca l'onore all'innocente.Enzo Tortora fu riconosciuto completamente innocente di tutte le accuse che lo avevano ingiustamente portato in prigione,con sentenza definitiva della Corte di Cassazione del 13 giugno 1987.Ebbene dopo cinque anni da quella sentenza,nel 1992,Gianni Melluso ,accusatore del presentatore televisivo, continuò a ribadire le false accuse.La figlia di Enzo Tortora lo querelò,ed il GIP Clementina Forleo lo assolse sostenendo che l'assoluzione di Tortora " rappresentava soltanto la verità processuale e non anche la verità reale" Dunque l'ombrello per Tortora non s'era aperto,come non si è aperto per la vicenda mafia di Andreotti della cui assoluzione più volte s'è sentito ripetere che si trattava soltanto di una pronuncia tecnico-giudiziale che non equivaleva alla verità reale. I fatti ai quali faccio riferimento: Le ultime pronunce giudiziarie a favore di Vendola , di Rutelli e Di Pietro. Per loro s'è aperto l'ombrello . Per il primo ,che aveva tenuto in apprensione tutto lo schieramento di sinistra,veloce è giunto il responso dei giudici : Non il reato ,ma addirittura non esiste il fatto.Vendola è salvo,è innocente. Domando chi si fosse inventato il fattaccio inesistente attribuito a Vendola.I Pubblici Ministeri che hanno iniziato l'azione penale ? Hanno impugnato l'assoluzione? Rutelli,a testa alta,ci ha annunciato dai microfoni della TV7 che i Giudici hanno sentenziato che lui è completamente innocente,fuori discussione,nella questione Lusi, il tesoriere della Margherita che ha dilapidato una montagna di euro pubblici. Era impossibile che anche Di Pietro non richiamasse ai suoi accusatori il parafulmine di precedenti giudicati giudiziari a lui favorevoli in materia di utilizzo del finanziamento pubblico per l'acquisto di immobili personali.In questo caso mi è difficile comprendere la differenza giuridica che corra tra chi utilizza denaro pubblico per comprare un appartamento a proprio nome o a nome di una propria società e chi a nome della stessa società acquista lo stesso appartamento pagando il prezzo con il ricavato di un mutuo contratto con la Banca. Quandi concede in locazione l'appartamento al suo Partito che corrisponde il denaro pubblico alla Banca per l'estinzione del mutuo. Se così stanno le cose,è chiaro che l'effetto finale dei due casi è identico:La società è destinataria dell'appartamento e stessi sono i soldi che ne pagano il prezzo anche se viaggiano su due binari distinti. Comunque io,prima dei suddetti pronunciamenti giudiziari,non sapevo se Vendola,Rutelli e Di Pietro fossero innocenti o colpevoli,ma tale indecisione mi permane perchè ,se per tanta gente vale il principio che la verità giudiziale non corrisponde sempre alla verità reale,questo può valere anche per loro tre. Caso diverso,ma ancor più paradossale,quello del Dr Tinti,ex magistrato ed ora giornalista del Fatto. Nella trasmissione televisiva sulla TV7 di domenica sera 19 novembre,si parlava della diffamazione a carico di Sallustri in procinto di entrare in carcere quale Direttore e non autore di un articolo nel quale si attribuiva ad un Giudice un provvedimento che in realtà non aveva preso. In detta trasmissione,presente lo stesso Sallustri,il dr Tinti confermava di aver pubblicato sul suo giornale l'accusa feroce che l'azienda Ilva di Taranto fosse responsabile della morte di centinaia di persone.Alla domanda di Sallustri se ciò non costituisse diffamazione,il dr Tinti,con la sua competenza di ex magistrato,spiegava che non costituisce reato attribuire all'azienda Ilva un fatto realmente accaduto.E quale sarebbe la prova dell'esistenza dei plurimi omicidi ? Una sentenza passata in giudicato? Nemmeno per sogno.Spiegava Tinti che gli omicidi risultavano dalle perizie tecniche addotte dalla magistratura .Perizie che possono essere errate,confutate,annullate dalla sentenza definitiva che verrà emessa. Tanto è vero che già i periti dell'Ilva con le loro consulenze allegate all'istanza di dissequestro dell'acciaieria le hanno già confutate e ritenute infondate. Che significa? Che l'esistenza di un fatto certo è provata non dalla sentenza ma da un atto istruttorio che ha valenza accessoria ? Che l'onore ed il decoro della Ilva non sono diffamati da una notizia che le attribuisce un pluriomicidio ancora tutto da provare? Angelo Frillici Nocera Umbra (Pg)

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