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Serviranno le primarie e le prossime consultazioni politiche?

Gentile Direttore, sinceramente la gara tra i due candidati al ballottaggio non mi appassiona più di tanto ed ancor meno le primarie del PdL, sempre se ci saranno. Su queste vorrei solo sottolineare che, oltre alla giovane e combattiva on. Melloni, si è candidato anche l’on. Crosetto che ritengo possa rappresentare una svolta politica nel PdL non avendo mai lesinato critiche a Berlusconi e, in particolare, all’attuale governo tecnico. La ragione per cui sono piuttosto indifferente sulle primarie e ho forti perplessità sull’efficacia delle prossime elezioni politiche è che di giorno in giorno mi vado convincendo che tutto sia già “scritto”. Chiunque vinca le prossime elezioni politiche (quasi sicuramente il PD, guidato da Bersani) non potrà governare il Paese perché i “poteri forti della finanza internazionale” hanno deciso da tempo che il Presidente del Consiglio doveva essere Monti e dovrà esserlo anche nel 2013. A tale proposito vorrei citare un passaggio rilevante di un corsivo di un grande giornalista quale Piero Ostellino (un vero liberale) il quale denuncia, a costo di passare per nemico della Patria, che ci troviamo in questa situazione perché “la finanza dei Paesi amici (USA e Germania) ha buttato sul mercato miliardi di euro di nostri titoli pubblici per delegittimare i governi politici, spingere l’Italia sull’orlo della bancarotta e farla finire nelle mani di un governo ubbidiente”. Ciò confermerebbe quanto pericoloso sia il “fuoco amico”. L’immissione sul mercato di un’ingente quantità di nostri titoli pubblici in particolare da parte della Germania (con impennata dello spread all’inizio di novembre 2011), come pure altri fatti “sospetti” quali ad esempio i risolini tra due capi di stato (quasi a presagire un “qualcosa”), le allusioni a telefonate tra capi di stato sul destino del governo italiano, le voci su finanziamenti esteri ai partiti disponibili ad appoggiare un Monti bis. Con questo non intendo affatto giustificare la colpevole assenza del governo nel triennio 2008-2011 (che va decisamente condannata insieme ad altre gravi manchevolezze), ma non posso neanche accettare che “poteri esterni” si permettano di condizionare la politica del nostro Paese e questo indipendentemente da chi è al governo sia esso Bersani, Renzi, Alfano o Melloni (purché scelto, ovviamente, dagli elettori). Da tempo è finita l’epoca delle Colonie e dei Paesi satellite e mi auguro non ritorni più. Concludo con un’osservazione: se siamo sotto scacco a causa del consistente debito pubblico in mano a banche straniere, devo allora ammettere che bene fa il Giappone che, pur avendo un debito pubblico ben maggiore del nostro, non corre certi rischi speculativi in quanto è tutto “domestico”, cioè in mano ai risparmiatori e alle banche giapponesi. Infine, é fantapolitica ipotizzare che, chiuse le urne, si possa verificare un’altra impennata dello spread per “imporre” un Monti bis’? Gianni Porzi, Casalecchio di reno (bologna)

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