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Povera Palermo.....ed il suo Teatro MASIIMO

Gent. Direttore Lei ha pubblicato nei giorni scorsi altre lettere sull'argomento. Le invio un altro articolo recente sull'assurda questione del Teatro palermitano ma, chi ci può aiutare, se già tanti giornali si sono occupati dell'argomento e tutto sembra ineluttabile? Teatro Massimo: perché squadra che vince si deve cambiare Sabino Lenoci (Direttore Responsabile del L’OPERA) Archiviato (si fa per dire!) l'incubo del «si chiude», dopo il taglio dei finanziamenti statali, un altro incubo si sta abbattendo sui nostri teatri, «Commissariamento!» Infatti, a parte qualche teatro «diligente», la maggior parte dei nostri Enti sono in uno stato «fallimentare», tanto da indurre il nostro «salvatore» dei Teatri a commissariarli per cercare di portarli sulla retta via (spesso questo rimane un'utopia!), un commissario sa come gestire e far funzionare un Teatro (sic!), peccato che il più delle volte si tratta di personaggi che in passato hanno fatto «disastri» nei propri teatri. Una virtù (sic!) del nostro panorama teatrale è che le persone (soprattutto quelle che combinano guai) vanno da un posto all'altro, con «nonchalance», in un vorticoso «turn over» per occupare le varie poltrone. Tanto nella storia i teatri sono sempre stati in deficit, non sarà mica il loro operato a peggiorare la situazione" Ma, invece, se ci troviamo di fronte a un Teatro che funziona, che ha tutti i conti a posto, un livello produttivo di qualità, questo non va bene! Che strana terra la nostra! Da qualsiasi parte ci si giri (non solo nel campo teatrale) bisogna sempre fare in modo che i conti non quadrino, che ci siano sprechi, clientelismi, corruzioni; solo così si va avanti bene e con il plauso delle Istituzioni. Prendiamo, ad esempio, il caso incredibile (e, lasciatemelo dire ridicolo!) del Teatro Massimo di Palermo, uno dei più bei teatri del mondo, un teatro che con l'avvento del Sovrintendente Antonio Cognata, ha saputo mettere tutti i conti a posto, aumentare gli spettacoli e, cosa di non poco conto, portare il Teatro Massimo fuori dai confini, con le fortunate tournée in Giappone e Finlandia, coronate da uno straordinario successo (essendo stato presente ad entrambe, posso affermano per esperienza vissuta). Altro dato straordinario è il Progetto Didattico con le scuole siciliane che ha fatto registrare un'affluenza di ragazzi entusiasti, straordinaria. Molti di questi hanno aderito con gioia all'abbonamento giovani (anche in questo caso sono stato testimone di recite con tale pubblico e devo sottoscrivere il grande entusiasmo, l'attenzione di questi ragazzi allo spettacolo!). Spettacoli confezionati appositamente per loro, riduzioni dei capolavori programmati nella stagione dell'ente palermitano. Uno per tutti Bianco, rosso e.... Verdi che si è aggiudicato il Premio della critica italiana, così come molti altri spettacoli ideati per il progetto «La scuola va al Massimo». Una vita teatrale così «frenetica» e «stimolante» sarebbe il sogno di ogni Teatro, di ogni Sovrintendente (certo lo è di Antonio Cognata) e, soprattutto, meriterebbe un grande plauso del pubblico e delle istituzioni della Città di Palermo. Ma, se tutto questo è premiato dal pubblico, sia da quello locale che dei turisti, che tutto l'anno visitano la bellissima città di Palermo e, di conseguenza, vogliono assistere ad uno spettacolo d'opera nell'altrettanto bellissimo Teatro (lo dimostra il continuo numero crescente degli abbonati), le Istituzioni locali, ultimamente, non lo premiano affatto: anzi, con l'arrivo del neo-Sindaco, Leoluca Orlando, è iniziata una guerra fredda che ha pochi precedenti! Certo il lavoro che ha svolto in questi anni Antonio Cognata è stato, per le masse artistiche, un po' impopolare! Chiaro che quando si arriva in un luogo dove vigono lo spreco, l'anarchia, il clientelismo, e si debbono mettere a posto i conti, bisogna fare delle scelte. E si sa le scelte in questi casi sono drammatiche ma, grazie al fatto che il Signor Cognata è un «economista» e un «contabile» e non fa parte di questi signori di cui accennavo prima, il suo operato è sempre stato per il bene del Teatro e del suo percorso amministrativo e artistico. Penso sia stato facile per il Sindaco fomentare i «malumori» delle maestranze all'interno del teatro, il solito sparuto numero di sindacalisti in disaccordo con il Sovrintendente. Così, da circa due mesi, è iniziata una «guerra» che ha portato un gruppo di loro ad «occupare» il Teatro chiedendo le dimissioni anticipate di Antonio Cognata, il cui mandato scade nel 2014. La motivazione? Il teatro funziona, i conti sono a posto ma lui deve andarsene (così recita uno scritto di un importante quotidiano nazionale, nell'edizione palermitana), Cognata è invitato a fare un «beau geste»: dimettersi! Per lasciare il posto a chi? Non si sa, o almeno si sa ma non si dice! A questo punto è lecito chiedersi... PERCHÉ? Perché mandare via un uomo che ha svolto più che bene il suo lavoro? Perché dimenticare che il Teatro Massimo, sotto il suo operato, si è imposto agli occhi della cultura internazionale, con i suoi spettacoli e i suoi artisti di fama? Uno per tutti il «Progetto Wagner» del prossimo anno sotto la cura del famoso regista Graham Vick! PERCHÉ il Signor Sindaco non chiede un incontro civile e sereno con il Sovrintendente? Per spiegare le ragioni di tale comportamento? Cosa vuol fare del Teatro della sua città? Aspettiamo con piacere la risposta alle nostre domande, nella speranza di non rivedere il quadro desolante che ci si è presentato ai nostri occhi durante la programmazione del dittico Ravel (L'heure espagnole e L'enfant et les sortilèges) lo scorso ottobre: striscioni del tipo «Senza competenze il teatro muore» (ci sembra che le ultime produzioni abbiano dimostrato che il Teatro le competenze le ha, eccome!), «Il vento è cambiato, Cognata dimettiti» e via così! Risultato? Parecchi turisti divertiti fotografavano questo lato assurdo di noi italiani! 01-11-2012

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