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Decreto ILVA

Gent.mo Direttore, il decreto illustrato dal Governo sul tema ILVA, è composto di due parti, di cui la seconda è immotivata e introduce un ulteriore organo burocratico ( dotato di autonomia finanziaria, e quindi soggetto ad aggravio di spese). Nulla da dire sul primo punto ( ossia il dissequestro dell' impianto e la continuazione della attività). Il secondo punto, ossia l' introduzione del Garante, sembra disconoscere che l' AIA, già oggi in vigore in moltissime aziende in Italia,non sia già di per se vincolante per le aziende, la cui non applicazione rileva responsabilità penali sia della azienda cui è rivolta, sia per le autorità che la emettono, ed in ogni caso in mancanza di AIA la attività non può continuare. Pertanto si introduce , con il Garante, una deresponsabilizzazione delle autorità che che emettono l'AIA (che già oggi ne sono i controllori ed i Garanti verso la collettività e verso lo Stato), e , in più, si introduce una disparità con tutte le altre aziende italiane , che non hanno tale Garante.. L' AIA è una autorizzazione che viene rilasciata a tutte le aziende i cui parametri siano rilevanti (sulla base di precisi indici volumetrici), e la cui applicazione non è facoltativa, dato che subordina la autorizzazione alla attività, ad un preciso calendario di migliorie, o modifiche, se giudicate necessarie. Qualora l' AIA sia errata, e per tali ragioni la magistratura puà intervenire, è necessario che chi la emette sia responsabilizzato ( se necessario penalmente quando la autorizzazione su base fraudolenta sia frutto di corruzione), oltre alle responsabilità, anche queste penali, della azienda che non effettui i lavori ( che non si possono considerare solo previsti, ma vincolanti). Il decreto governativo sembra sottintendere che chi emette l' AIA non sia affidabile , e per questo sia necessario un Garante, ma l' AIA viene emessa dalla Regione e dal Ministero dell' Ambiente sulla base dei pareri di tutte le autorità locali ( ASL,VVFF,Comune, consorzi idrici etc.)Mi sembra pertanto grave l' istituzione di un Garante, al solo fine di soddisfare una generica richiesta di eliminazione rischio salute.Non si può considerare inaffidabile la sola area di Taranto, perchè in tal modo non si considerano aree a rischio camorra,ndrangheta e mafia, altrettanto e forse più rischiose per le commistioni corruttive. Il comportamento corretto sarebbe stato l' esame di merito delle ragioni tecniche addette dalla Procura a motivazione del sequestro, con l' intervento delle autorità tecniche statali a supporto della magistratura stessa ( ma il giudizio su tali motivazioni tecniche mi sembra già sia stato emesso con l' emissione dell' AIA, peraltro già in discussione da anni). Cordialmente, Luigi Lavorgna

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