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REDDITEST ultimo rompicapo inventato dal Fisco

REDDITEST l’ultimo rompicapo inventato dal Fisco Dal 1° gennaio partirà il nuovo redditometro che verrà utilizzato dall’Agenzia delle Entrate per controllare le dichiarazioni presentate nel 2010 per il 2009. Un ulteriore caso in cui si cambiano le regole per il passato in barba al principio costituzionale della irretroattività e allo Statuto del contribuente. Il vecchio redditometro continuerà ad applicarsi per gli accertamenti sui redditi del 2008. Questo strumento di controllo non è una novità , esisteva negli anni passati ( è stato introdotto con DM del 10.9. 1992 ) era utilizzato per gli accertamenti induttivi e/o sintetici in base alle spese fatte. Il nuovo redditometro presenta notevoli differenze rispetto al vecchio. Le principali: - E’ cambiata l’ampiezza delle spese che si basa su 100 voci divise in 7 macro-aree . - Considera la composizione della famiglia ( in 11 tipologie )e l’appartenenza geografica ( 5 aree ) per un totale di 55 profili . - La soglia di scostamento oltre la quale scatta la presunzione è stata abbassata al 20% Novità assoluta è il " redditest " ( software scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate ) che consente al contribuente di verificare se il reddito dichiarato è coerente con le spese sostenute. Cosa deve essere indicato ? composizione ,reddito e comune di residenza della famiglia, le spese sostenute nell’anno da tutti i componenti suddivise per abitazione,mezzi di trasporto,assicurazione,istruzione,tempo libero e cura della persona,altre spese significative,investimenti immobiliari e mobiliari. Il reddito da indicare è la somma dei redditi lordi dichiarati da ciascun componente della famiglia( Unico- Mod 730 – CUD - )Vanno aggiunti redditi per i quali non è previsto obbligo di dichiarazione ( esenti,a tassazione separata,con ritenuta alla fonte ) La famiglia non è soggetto tassabile ai fini IRPEF , non esiste un quoziente famigliare. La definizione di famiglia prescinde dal vincolo giuridico e dal criterio fiscale e ci si deve riferire alla situazione reale. Il sistema adottato si presta a numerose critiche , mi limito alle principali: - La maggiore criticità del redditest è l’enorme mole di dati che il contribuente deve inserire nel software. - Il contribuente una volta fatta l’autodiagnosi, nel caso di cartellino rosso dovrebbe conoscere l’ammontare del maggior reddito stimato e, invece il programma non rivela a quanto ammonta lo scostamento. - E’ arrivato prima il redditest che il redditometro, quale sarà la correlazione dei risultati del redditest con quelli del futuro redditometro che avrà una composizione diversa ? - Le spese considerate sono differenti e logicamente diverso è il risultato tra i due strumenti e ciò potrà essere fuorsviante. - Difficoltà di reperire documenti giustificativi che non sono stati conservati perché a suo tempo non davano diritto a detrazioni (es. libri scolastici ecc. );la colpa è del contribuente o di chi fa le regole dopo e retroattive ? - Si sconfina in derive automatiche non corrispondenti alla realtà come avviene per gli studi settore. - Le simulazioni fatte da Il Sole 24 Ore hanno dimostrato che il sistema segnala l’incoerenza per molti possessori di redditi bassi che vivono con molto meno,spesso usano il credito al consumo e/o fidi ,aiuti di parenti ecc. - Qualcuno dovrà giustificare redditi presunti di 50.000 euro per mantenere auto che ne valgono 20.000 e che usano soltanto la domenica. Ma quello che più preoccupa è che ,stando alle dichiarazioni , il nuovo redditometro verrà applicato in modo più esteso rispetto agli anni precedenti e riguarderà una enorme platea di contribuenti. Ciò si desume dalle dichiarazioni del Direttore dell’Agenzia che ha parlato di " un milione di famiglie dichiara un reddito 0 , otre 4 milioni di famiglie ( su 21 ) hanno spese e consumi non in linea col redditometro " demonizzando un numero enorme di cittadini . L’evasione è innegabile , va combattuta; i finti poveri, i " furbi " ci sono,ma certamente non possono raggiungere tali numeri. Il dr. Befera dovrebbe porsi una domanda: i parametri previsti sono realistici o se portano a questi risultati e conseguenze non lo sono ?Prima di approvare il redditometro sono state fatte delle simulazioni per verificarne la concreta attendibilità ?. Di fronte alle innumerevoli critiche ha dichiarato " l’applicazione sarà graduale , all’inizio la soglia di incoerenza oltre la quale scatteranno gli accertamenti sarà più ampia del 20% individuato dalla legge ,le prime prove sul campo potranno migliorare lo strumento" Tante belle parole rassicuranti ma verba volant scpripta manent ! Chi farà da cavia ? Quanto contenzioso ne deriverà e a quale costo per il contribuente ? Non era preferibile testarlo prima ? I tecnici dell’Agenzia delle Entrate hanno avuto 2 anni di tempo . Discorsi che personalmente mi lasciano allibito; il rimedio è peggiore del male ; si fa una legge,si adottano provvedimenti,si fissano parametri, vengono elaborati costosi programmi informatici e preso atto delle incongruenze , anomalie e, in molti casi, delle assurdità nella applicazione, per tranquillizzare e sminuire il clima minatorio diffuso si dice , in poche parole, che … non verrà applicata ! Bell’esempio di certezza del diritto e di educazione fiscale : si pretende dal contribuente l’osservanza delle norme e chi è preposto ad applicarle e a controllare che siano osservate promette che … sarà chiuso un occhio. Semaforo verde o rosso ,ha inventato il giallo che non è previsto e che sicuramente sarà fonte di discrezionalità, ,incertezze, arbitrio e …quant’altro. Il principio del redditometro è condivisibile e giustificabile ,ma non applicato in questo modo . Sicuramente non preoccupa i " grandi ed incalliti evasori " che preordinano tutto per realizzare il loro scopo e se , in casi eccezionali, vengono scoperti risultano nulla tenenti e non hanno nulla da perdere- Renato Forenza

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