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Soldi ben spesi

con preghiera di pubblicazione Caro Direttore, In replica a “Concerti, cene e formazione alle toghe. Per riscostruire l’Iraq buttiamo 4 milioni” (29 Nov, pag 4) apprezziamo e condividiamo la preoccupazione di possibili sprechi di soldi pubblici. Non sono però “fiori di dialogo politico” quelli organizzati dall’associazione radicale Non c’è Pace Senza Giustizia bensi “fòri” di dialogo, o più semplicemente spazi ed occasioni di confronto politico, volti a sbloccare le impasse istituzionali sui temi più diffcili Sin dal 2006 e 2007, le crescenti tensioni tra fazioni curde e arabe sull’assetto federale della costituzione irachena e lo standoff su Kirkuk sono state disinnescate anche grazie al dialogo politico organizzato da Non c’è Pace Senza Giustizia e dai suoi partneriracheni. Nel 2008 e 2009, abbiamo organizzato negoziati sul disarmo delle milizie legate ai partiti politici e gli strumenti di giusitizia transitoria e di riconciliazione. Dal 2010, sempre con i nostri partner iracheni, abbiamo contribuito a un nuovo capitolo di coinvolgimento politico delle donne nella ricostruzione politica del paese attraverso un dibattito risultato in un documento d’intesa che a tutt’oggi unisce l’azione delle deputate del Parlamento iracheno, al di la delle fortissime differenze politiche, settarie e tribali. Negli ultmi due anni i dibattiti politici ospitati in questi fòri (non fiori) hanno contribuito a sbloccare la paralisi del Parlamento sulla legge sui media privati, sul ruolo dei partiti, sui diritti dei cittadini con disabilità, e su altre tematiche su cui si sono spesso trovati accordi più o meno trasversali. Il finanziamento citato nell'articolo si rifesce a ben sei iniziative condotte a Baghdad (con le difficolta' che i lettori possono immaginare) su nodi politicamente sensibili che il parlamento fino ad allora non era riuscito ad afftontare quali l'identita' multiculturale dell'Iraq, il ruolo delle donne nelle politiche di ricostruzione, la lotta all'analfabetismo femminile e la carta dei diritti dei disabili. Ognuna di queste attivita' ha avuto un effetto diretto sul dibattito politico anche in parlamento. L’Economist e il New York Times citano le nostre attività come raggio di speranza di sviluppo politico del paese (The Economist, 26 August 2010: http://www.economist.com/node/16889410); New York Times, 1 February 2010: http://www.nytimes.com/2010/02/02/world/middleeast/02baghdad.html). Il lavoro fatto in Iraq, in condizioni che i lettori di Libero possono immaginare sono tutt'altro che facili, ma che hanno dati risultati anche importanti e a costi oggettivamente irrisori, non merita di essere ridotto alla storiella sdegnata sugli sprechi ministeriali. E l’impegno dell’Italia che ci vede in prima linea a fianco di donne e uomini iracheni che si battono per affermarsi come attori del proprio destino in un futuro democratico ancora lontano ma senz'altro possibile non e' da annoverare tra i tanti sprechi italiani. Condividiamo l’interesse alla trasparenza e per questo da anni pubblichiamo sul nostro sito internet www.npwj.org non solo i resoconti del nostro lavoro ma anche i nostri bilanci annuali certificati. Restiamo a completa disposizione del Dott. Bechis e della redazione di Libero per ulteriori informazioni riguardo le nostre attività, i nostri obiettivi ed i nostri risultati. Niccolo' Figa'-Talamanca, Segretario dell'associazione radicale "Non c'e' pace senza giustizia"

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