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Censura o svista ?

Egregio Direttore, Ho inviato due volte il commento che segue e, sempre, ho visto pubblicarne altri, inviati successivamente al mio. Nelle volte che ho messo i miei pensieri nero su bianco, posso essere stato veemente, magari troppo rigido, mai scurrile. Credo quindi che una bonaria sollecitazione ai colleghi ad usare linguaggi meno volgari non sia suscettibile di una qualche censura. Penso piuttosto ad una svista (doppia). Mi darebbe Lei spazio, qui nella Sua rubrica ? --------------- Permettetemi un commento ….. a latere - Leggo su tanti commenti frasi che sarebbero più adatte ad una bettola, od ad un circolo di sfegatati alternativi sfascisti. Purtroppo sono scritti anche da tanti "correligionari", nel senso fideistico. Premetto non essere un purista, un baciapile (questo lo lascio ad un noto commentatore), un moralista ravveduto o altro. Anche il mio vocabolario a volte contiene epiteti che farebbero arrossire una prostituta ma, via lasciamo questo linguaggio all'intimità delle nostre relazioni personali, con amici, la famiglia se un genitore o un coniuge o la prole - a me è accaduto - non vi fa un urlo. Specialmente chi la pensa in maniera simile alla mia dovrebbe astenersi e, se indirizzato, rispondere con il disprezzo del silenzio verso l'incapace che per farsi grande usa i termini qui non riportati ma chiaramente sottintesi. Una buona serata a tutti voi.

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