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Smettiamola di tapparci il naso

Gentile Direttore, lei si appella all’elettorato moderato, chiedendo in pratica di tapparsi il naso e andare a votare, in caso contrario finiremo in pasto a Vendola e compagni. Io sono stanco di tapparmi il naso, è stato proprio seguendo questa logica che abbiamo consegnato il paese a classi politiche sempre più scadenti. E’ tappandoci il naso che siamo arrivati dove siamo: a un passo dalla Grecia e dall’Argentina. E poi… dare il voto a chi? Al PDL, che non sappiamo se esisterà tra un paio di settimane? O al vecchio pifferaio di Arcore e al suo nuovo giocattolo politico? Berlusconi ha perso la faccia in modo irrimediabile di fronte al suo stesso elettorato: sorvoliamo sulle tante leggi ad personam, sui vergognosi festini e sulla rivoluzione liberale mai iniziata… l’aspetto più irritante è che ci ha gettato in pasto ai tecnici, senza alzare un dito in nostra difesa. In questo anno di regime montiano, non ho mai sentito Berlusconi difendere la classe media che dovrebbe invece rappresentare. Mai, neanche una volta. Che si presenti pure col suo nuovo partito: riceverà la cocente e definitiva conferma che per molti il giocattolo si è rotto e che non incanta più nessuno. Restano poi vari personaggi interni al centrodestra: i vari Alfano, Meloni, Crosetto. Alfano ha fatto una carriera lampo perché ha sempre detto signorsì. E’ questo il famoso quid che gli manca: è Silvio-dipendente. E anche lui, obbedendo al suo padrone-mentore, non ha alzato mai un dito in nostra difesa. La Meloni invece è coraggiosa, e potrebbe rappresentare nel centrodestra una figura alla Renzi. Anche Crosetto è in gamba e viene stimato persino dall’elettorato di centrosinistra. Però non credo che una persona, per quanto valida, possa fare la differenza. Un errore che non dovremo più ripetere è quello di aspettare il messia, l’uomo della provvidenza che dovrebbe levarci le castagne dal fuoco. Senza una riforma costituzionale, ogni sforzo sarà inutile. Fino a quando non cambieremo la costituzione, continueremo a precipitare verso il basso. E’ un processo inesorabile. E dato che il cambiamento della costituzione è lontanissimo, anche perché il centrodestra si è autodistrutto, non ci resta che sederci sulla riva e aspettare Vendola e compagni. Lasciamo che ci portino dritti in Grecia. Non dureranno a lungo e dimostreranno di che pasta sono fatti. A volte bisogna accettare il proprio karma e andare incontro alla distruzione: sento che poter risorgere, questo disgraziato paese dovrà scendere fino in fondo al baratro. Solo allora potrà nascere una nuova costituzione e speriamo una nuova Italia.

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