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Le cose non fatte dai politici sono uno schiaffo agli italiani.

Egregio Direttore, con la scusa delle primarie del Pd e con la campagna elettorale già in atto, ho l’impressione che si voglia distogliere l’attenzione degli italiani dalle cose più sostanziali che chiamano in causa tutti i politici attuali siano essi di destra o di sinistra. E’ di tutta evidenza che i tagli al numero delle poltrone del parlamento, anche se in misura minima , non verranno fatti. La nuova legge elettorale rimane una nebulosa su cui i partiti , tutti , stanno dimostrando, se ce ne fosse ancora bisogno, la loro assoluta insipienza ed incapacità. Il pensiero che il loro compito, da eletti del popolo, è quello di pensare al bene del paese, sembra non sfiorarli nemmeno. Continuano imperterriti con l’andazzo di sempre. Gli italiani debbono rendersi conto che andremo a votare con le vecchie regole che tutti detestavano a parole ma non nei fatti. Eleggeremo un numero di rappresentanti del popolo di gran lunga superiore a quello degli Stati Uniti. Continueremo a mantenere personale e palazzi romani che nemmeno la regina del Regno Unito si permette di avere. I tagli della politica sembrano essere argomenti che non debbano interessare i cittadini. A livello periferico si continua a buttare soldi dei contribuenti in cose amene. La Regione Friuli Venezia Giulia ha deciso di finanziare le luci natalizie di Trieste ed a seguito dell’alzata di scudi di altre città, forse estenderà i suoi contributi in illuminazioni natalizie . La Provincia di Udine , dopo le polemiche di qualche tempo fa sul finanziamento di sagome stradali (una figura nera dai contorni di un corpo umano con un grande cuore rosso)che avrebbero dovuto attirare l’attenzione dei cittadini per “volersi bene”, ha pensato di elargire, recentemente, un po’ di soldi a pioggia a vari enti privati e alcune scuole (30.000 €) per sostenere la divulgazione del friulano. Possono sembrare pochi soldi e quindi non giustificare i mugugni da parte del volgo. Io ritengo che , invece, in un momento di gravi difficoltà , e questo vale per tutti gli amministratori della cosa pubblica, occorra risparmiare più che sia possibile. Anche il centesimo va risparmiato e indirizzato verso spese più necessarie e secondo priorità che tutti ormai ben conoscono. Ogni centesimo risparmiato potrebbe, a titolo di esempio, essere destinato alla riduzione del debito pubblico, oppure se proprio dobbiamo spendere quei quattrini , potrebbero essere meglio incanalati a favore delle popolazioni colpite dal recente terremoto o dai recenti nubifragi o a sostegno delle persone anziane che non possono nemmeno comprarsi le medicine. Ma credo che tutti i nostri amministratori abbiano perso il lume del “buon senso”. Giovanni Ridinò

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