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L’on. Crosetto ha dimostrato di avere la schiena dritta

Gentile Direttore, questa mattina nella trasmissione “Omnibus” su La7 è accaduto un fatto che, più che insolito, definirei clamoroso. Infatti, tra gli invitati vi era anche l’on. Crosetto che alle prime battute del dibattito si è alzato ed ha abbandonato lo studio televisivo dopo aver motivato il suo comprensibile gesto con molta chiarezza e anche con un evidente senso di disagio che nascondeva una certa commozione. L’on. Crosetto, candidato alle primarie del PdL, ha detto che “è finito il tempo in cui si possono servire due padroni, devo riflettere su cosa fare. Spero di non essere solo”. E’ quanto mi sento sinceramente di augurare all’on. Crosetto al quale va la mia stima perché ha dimostrato di avere la “schiena dritta”, cosa che nel Pdl non è affatto diffusa. Infatti, solo l’on. Crosetto (una delle poche menti autonome ed autorevoli del partito), l’on. Meloni e il Sindaco di Pavia Ing. Cattaneo hanno avuto il coraggio di chiedere le primarie e di candidarsi. L’on. Crosetto, nel motivare il suo atteggiamento, ha aggiunto che “essendo abituato a dire ciò che pensa preferiva abbandonare la trasmissione perché non aveva più niente da dire non volendo continuare a parlare del vuoto”. Nel manifestare il suo grande disagio con espressioni molto forti e cariche di significato quali “mi sono stufato, mi sono rotto” ha esternato tutta la sua “rabbia” per quanto sta succedendo nel PdL. Come non condividere l’atteggiamento dell’on. Crosetto? L’on. Berlusconi dichiarando la sua ridiscesa in campo non solo ha dato uno “schiaffo” a coloro che si erano impegnati per realizzare le primarie (un momento di democrazia molto importante), ma ha condannato la sua creatura, il PdL, alla dissoluzione. L’on Berlusconi ha affermato di aver ricevuto molte richieste di ricandidarsi, ma penso invece che queste siano venute solo dai “nanetti” del PdL che sperano, mi auguro invano, di riuscire così a mantenere la comoda quanto immeritata poltrona. Sono nanetti che con le proprie gambe farebbero ben poca strada, sono degli “yesman”, fedeli scudieri, servitori del principe per proprio interesse, dei signor nessuno che se non rieletti dovrebbero cercarsi un lavoro per campare. Ritengo che il PdL non abbia futuro, al massimo potrà raggiungere il 12-13%, cioè 1/3 dei consensi ricevuti nel 2008 e questo la dice lunga. I pochi che hanno avuto il coraggio di esprimere il proprio pensiero (a volte anche dissenso come deve accadere in democrazia) senza timori reverenziali, che hanno dimostrato di avere la “schiena dritta” non possono rimanere in un partito il cui fondatore si arroga il diritto di fare tutto ed il contrario di tutto. Evidentemente l’on. Berlusconi non si rende conto che c’è un limite a tutto, che non si può calpestare la dignità delle persone, ovviamente di quelle che possono rivendicarla, che non tutti sono degli “yesman”, ma che esistono anche quelli che hanno una personalità e in un partito è fondamentale la pluralità di idee, il dibattito democratico essendo linfa vitale per qualsiasi formazione politica. Se non c’è questa consapevolezza, qualsiasi partito è destinato all’estinzione. Gianni Porzi, casalecchio di reno (bologna)

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