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Cambiare? Si può!

Forze nuove per cambiare l’Italia? Eccole: Bersani, Vendola, Casini, Di Pietro, Fini e Berlusconi (e Andreotti, poverino, lo lasciano fuori?). A cosa serve votare se si propongono sempre gli stessi che tanto male hanno amministrato? Non un dittatore solo, tanti dittatori. Se i troppo santificati padri della Costituzione, invece di inventare istituzioni tali da rendere impossibile la governabilità, si fossero accorti che (anche se è stata la resistenza a liberarci del fascismo) c’erano qui (casualmente, di passaggio) anche gli Americani, avrebbero potuto ispirarsi alla quella Costituzione per darci istituzioni molto più efficienti e sicuramente meno costose. Cambiare legalmente è ora praticamente impossibile. Le migliaia di persone, per lo più incompetenti, che popolano il Parlamento europeo, Il Colle, il Senato, La Camera, le Regioni, Le Provincie ed i Comuni, godendosi la pacchia alle nostre spalle, non hanno alcun interesse a cambiare le cose. Il continuo aumento delle tasse per pagare uno Stato che costa almeno il doppio del necessario, riduce i consumi, fa chiudere le imprese e toglie il lavoro a migliaia di giovani; forse è l’unica via al cambiamento: di solito è una situazione che catalizza le rivoluzioni.

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