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Patto Stato-mafia

Egr. Direttore, sono un assiduo lettore del suo giornale. L'ipocrisia è la cosa che più detesto, motivo per cui mi identifico nelle Sue posizioni. Ci terrei ad approfondire un argomento. Nel '92, a causa della vicenda di Tangentopoli e su pressione dell'opinione pubblica, il Presidente della Repubblica Scalfaro formò un governo tecnico con l'appoggio di diversi partiti, tra cui: DC, PDS ed altri partiti minori. Conso fu nominato Ministro della giustizia. In quel periodo, a seguito di numerose guerre di “cosa nostra”, che comportarono parecchi morti e considerate le ulteriori minacce di attentati, il ministro accettò il famoso patto Stato-mafia richiesto da Provenzano e Riina, come si può evincere dai “pizzini”. Una delle condizione poste dai mafiosi per cessare la guerra di mafia fu il mancato rinnovo dei 41 bis, che giovò a ben 334 detenuti. L'accordo rappresentò una grave offesa a Falcone e Borsellino, i quali lavorarono tanto per arrivare al maxi- processo ed alle conseguenti sentenze di condanna, nonché grandi oppositori del patto scellerato. Considerata l'onestà intellettuale e la mancanza di un interesse politico dell'ex Guardasigilli, credo sia più ragionevole ritenere che la scelta di aderire a tale patto sia dovuta a forti pressioni derivanti dagli alti vertici dello Stato, ne è prova l'omertà degli stessi, i quali, pur avendo saputo, se non collaborato alle trattative, hanno taciuto. Se così non fosse, perché la classe politica ed istituzionale ha taciuto per 20 anni ? Perché coloro i quali si ritengono grandi sostenitori ed amici dei due magistrati defunti non hanno protestato affinché il ministro non accettasse l'accordo con la mafia? Perché la magistratura non ha fatto indagini sul mancato rinnovo dei 41 bis? Vorrei sapere e far sapere a tutti gli italiani: dov'erano i magistrati italiani, la Commissione Parlamentare Antimafia, la Procura Nazionale Antimafia, il Presidente della Repubblica, il Ministro degli Interni ed il Presidente del Consiglio quando Conso non ha rinnovato i 334 “41 bis”? Se gli stessi essendone a conoscenza hanno taciuto vuol dire che, tacitamente assieme a Conso, hanno aderito all'accordo. Si parla spesso di nemici di Falcone e Borsellino elencando mafiosi, ma credo che non meno erano i loro nemici nei palazzi di giustizia, considerati gli ostacoli che gli stessi incontrarono. Durante le commemorazioni dei due magistrati, si vedono illustri personaggi commossi e mi chiedo se ciò sia ipocrisia o pentimento, ma ritengo che per costoro la cosa migliore sia ritirarsi a vita privata e battersi il petto per gli errori commessi. La ringrazio della Sua attenzione e spero che Lei possa approfondire tale argomento. Cordiali saluti

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