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Lettera aperta a Silvio Berlusconi

Lettera aperta a Silvio Berlusconi. Spes ultima dea est et omnium rerum pretiosissima, quia sine Spe homines vivere nequeunt. Caro Silvio, questo non è un endorsement, come si usa oggi fare. E’ una considerazione che mi porta a pensare che non sarebbe una follia, o, peggio, un atto proditorio se Tu ti candidassi alla presidenza del consiglio alle prossime elezioni politiche. Sono sicuro che moltissimi italiani, moltissimi "cittadini preoccupati", in cuor loro hanno ancora un angolino nel quale è confinata una segreta speranza: "Ma quel Silvio Berlusconi, tanto abile, così deciso nelle sue cose, è possibile che non sia stato in grado di smuovere veramente l’Italia? E’ possibile che non sia in grado di ribellarsi a questo governo in carica, il governo che lo ha rimpiazzato come se fosse un garzone incapace, e tentare di dare un senso profondo, ultimativo, alla sua avventura politica?". La notizia di una Tua decisione di candidarti alle prossime elezioni politiche per la posizione che Tu hai abbandonato per cedere il passo a chi, oggettivamente ha fatto e sta facendo peggio di Te, non deve essere solo pregna di desideri di rivalsa. Eh no! Devi dare una scudisciata possente alla Tua ars politica, ma soprattutto al Tuo partito. Sai bene che nel PDL sono in troppi i galli che cantano e quelli in panchina che voglion cantare; così come sai bene –spero- che la classe politica partitica di cui ti sei circondato non si è mai mostrata e non è all’altezza della situazione. Ebbé questo è anche colpa Tua. Però il dado non è ancora tratto. Infatti se pensi che il nuovo che avanza è rappresentato da un signore a capo di un partito altrettanto stantio, che è già stato (per poco) al governo, noto per le sue inutili lenzuolate e che come Te ha fatto un inconcludente voto di fedeltà al governo Monti, la tua candidatura a premier sarebbe proprio un lusso che puoi permetterTI, eccome! Ma qualche cautela la devi prendere, caro Silvio. Per esempio devi "spacchettare" il PDL, questo Tuo partito monstre, pieno di anime e poche idee di governo. Devi avere il coraggio di presentarTi circondato da "uomini nuovi", che portino idee nuove, non siano legati a poteri di nessun tipo, siano trasparenti ma soprattutto siano giovani forti e ardenti, portatori di una nuova umile politica. E quale dovrebbe essere questa nuova politica? Una politica che si ponesse indiscutibilmente al servizio del paese più umile e bisognoso, quel paese che soffre di più. Un politica umile, dunque, fatta di uomini umili. Una politica di servizio; cioè caro Silvio devi andare a lavare i piedi alla gente che soffre in giro per l’Italia e non promettere nulla che non sia pratico e dispensabile subito. Che cosa significa questo? Significa avere una politica fortemente sociale, un nuovo socialismo che metta al centro l’uomo e non la politica, che metta il sistema della ricchezza al servizio del paese e della gente per creare occupazione, ridare potere d’acquisto alle famiglie, speranze ai giovani, equità per tutti. Una politica che tolga ai ricchi, cioè alla finanza fine a sé stessa, all’industria fine a sé stessa che non spendono una lira per i bisogni della collettività e per giunta ricevono pure "regali" dai governi. La patrimoniale? Un nuovo fisco piuttosto, più concentrato nel richiedere a chi ha redditi notevolmente più alti della media, e soprattutto batoste, quelle si, per chi cela i redditi nelle pieghe delle imprese e delle attività finanziarie tramite operazioni ben conosciute dagli specialisti di finanza aziendale. Una politica fiscale che prima dia ai cittadini e poi richieda. Un welfare equo ed efficiente. Una ventata di democrazia economica sana, buona e giusta. Tu lo sai che in Italia ormai non si fa più impresa, e sai bene i motivi. Sono cose importanti, come quella di fare dell’impiego pubblico una risorsa per il paese, che si trasformi in fonte di benessere per i cittadini e che non venga considerato alla stregua del fico sterile da tagliare. E’ fondamentale dare agli enti locali l’opportunità di migliorarsi nelle prestazioni, nell’amministrazione e nell’efficienza proprio tramite le risorse umane, spessissimo sottopagate. E sai che devi smontare la riforma della signora Fornero. Prendere atto delle distorsioni del mercato del lavoro, anzi delle iniquità di tale mercato che sfrutta e squalifica i giovani con contratti di lavoro precario risibili, sconci, umilianti, una vera lesione della dignità personale, all’abuso dell’offerta di stage, altra piaga umiliante per i giovani e che purtroppo coinvolge anche il settore pubblico. Così come Tu sai che la politica deve restituire molto in termini economici e di efficienza al paese tutto; che la politica è la principale fonte di spreco e, pertanto va da subito spremuta, ridimensionata. I parlamentari, la politica degli enti territoriali , il settore dell’impresa pubblica è zeppo di percettori di prebende, stipendi, indennità, benefit e pensioni che non hanno nessun riscontro che le mansioni svolte e i benefici per l’ente e la collettività. E come sai un programma di rinnovamento infrastrutturale, anche tramite strumenti di finanziamento che coinvolgano i privati, può costituire l’ossatura di un’azione di governo che tragga l’Italia fuori dalle sabbie mobili. Ristrutturare tutto quello che serve per il benessere dei cittadini e vendere tutto quello che non serve. Ma devi far valere tutta la Tua forza, le Tue capacità e le Tue amicizie. Un Berlusconi deciso ed efficiente al governo vale molto più di un Bersani o di chiunque altro. E, quindi, se deve esservi il "vecchio" che avanza, e visto il panorama politico desolante che in questi ultimi anni si è creato (basta fermarsi a pensare a cosa razzola nel panorama politico italiano per rabbrividire), perché non Tu caro Berlusconi, perché non ri-provarci. Certo, sarà dura; ma, se ti è passata la sbornia degli ultimi anni, se hai riconquistato la Tua sobrietà e la Tua forza, perché non puoi candidarti? E chi può dire che circondandoti di persone nuove Tu non possa far bene? Eppoi l’età ti consente di essere più audace, più autonomo nelle decisioni, più consapevole che questa è per Te l’ultima occasione per "riabilitarTi", scolpire il Tuo nome nel cuore e nella mente degli Italiani, che anelano cambiamento e benessere in un paese libero, democratico e pacificato. Pasquale Della Torca

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