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Governo Monti e Centro Destra

Egregio Direttore, nonostante sia convinto che il centro destra sia l’unica forza politica che promuova idee veramente di carattere liberale e riformista, rischia alle prossime elezioni di subire una dura sconfitta, nonché un pesante ridimensionamento. Negli ultimi giorni è emerso clamorosamente come nonostante le idee, il centro destra sbagli (e non poco) sul fronte politico, soprattutto a livello tattico e strategico. Che la tattica politica sia indispensabile in politica lo sa bene l’attuale Governo che incarna il massimo esempio della predominanza dell’apparenza sulla sostanza. “Le riforme” proposte dal Governo in quest’ultimo anno vanno dall’irrilevante, all’estremamente dannoso; il Governo Monti non ci ha sicuramente salvato dal baratro anzi ha letteralmente minato le fondamenta del nostro futuro; ma nonostante ciò riesce a galleggiare, incassando anche qualche (immeritato nonché orientato ed opportunistico) apprezzamento. Se riassumiamo nei fatti gli interventi del governo dei “professoroni” ci si accorge che non è stato fatto altro che trasferire debiti da uno Stato inefficiente e sprecone alle risparmiose e virtuose famiglie italiane con l’unica conseguenza di non aver migliorato la funzionalità dello Stato e di aver impoverito, invece, gli italiani deprimendo PIL e consumi. Nonostante la manifesta inadeguatezza dell’attuale governo che ha distrutto interi comparti dell’economia nazionale (edilizia, nautica e automobile), lo stesso continua a godere di un’ingiustificata autorevolezza frutto di un miscuglio di servilismo internazionale e pura parvenza priva di ogni sostanza. Purtroppo il centro destra, dal canto suo, ha commesso alcuni gravi errori. In primis avrebbe dovuto, a prescindere dall’entrata in campo di Berlusconi, indire delle primarie; queste, anche se superflue per l’esito del voto, avrebbero compattato il partito intorno al vincitore (Berlusconi) costringendo i perdenti a convogliare i propri consensi che altrimenti rischiano di andare disperdersi. Altro errore macroscopico è stato quello di fornire un alibi ed una via di uscita all’attuale premier. Monti, cogliendo al balzo le parole di Alfano alla camera sta cercando in ogni modo di scaricare le proprie responsabilità fallimentari sul PDL. Ricattando le proprie dimissioni a causa di un partito che gli ha tolto la fiducia peraltro senza mai avergli votato contro, cerca di delegittimare il PDL, con lo scopo di una sua ricandidatura incentrata sullo scontro elettorale tra lui ed il centro sinistra, cercando di rilegare il centro destra al ruolo di stampella post elettorale sotto il ricatto di dover scegliere tra Lui e Bersani. Il PDL per rilanciarsi dovrebbe indire delle primarie e compattarsi di seguito intorno al vincitore, promuovendo una politica compatta ed orientata da un leader che è tale in quanto frutto di una scelta democratica. L’esperienza Monti è stata drammatica, bisogna evitarne una seconda o anche peggio una targata Bersani-Vendola o Grillo.

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