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Chiunque si candida alla guida del paese ha poche promesse da fare.

Egregio Direttore, Bersani pensa di vincere le elezioni. Berlusconi si ricandida per vincerle lui. In questo non vi è alcunché di nuovo. I vecchi rappresentanti di una politica fallimentare ritornano ad incupire i nostri pensieri. L’elettore deluso da una destra litigiosa su tutto ed incapace di pensare al bene paese e di portare avanti le grandi riforme , difficilmente ritornerà sui suoi passi. I vecchi stereotipi ritornano di moda. La colpa di tutto quello che ci sta capitando sembra essere dell’Europa e di Monti. Leggo grandi servizi redatti da esperti in economia , ma non riescono a convincermi. Io sono uno che ha sempre pensato stando con i piedi ben saldi per terra e questo mi ha sempre aiutato nella vita ad evitare errori madornali di chi è lontano dalla realtà. A mio avviso L’Italia è sotto ricatto continuo non per colpa dell’Europa o delle banche ma del suo enorme debito che non le consente più di avere margini di manovra per rispondere alle emergenze. Non ha più risorse per fare investimenti. E’ sotto ricatto energetico dei fornitori di gas e di petrolio. Ha un apparato statale che nemmeno gli Stati Uniti si permettono. Ha una giustizia che nella sua indipendenza attacca ideologicamente chiunque vuole cercare di modernizzarla, peccando di delirio di onnipotenza e facendo molti danni al paese. Tutto questo credo che, ormai, sia noto anche ai muri. Gli italiani debbono aprire bene le orecchie e gli occhi. Chiunque cerchi di ricevere il loro consenso, non dovrà più fare promesse senza alcuna possibilità di realizzazione. I candidati dovranno presentarsi e dirci quali “sacrifici” dovremo ancora fare, quali “tagli” intendono fare , quali riforme pensano di portare in porto a tutti i costi . Se qualcuno promette lavoro ci deve dire se intende aumentare il debito pubblico con assunzioni senza senso o se invece intende tagliare la macchina pubblica , cominciando dalle sedie dei parlamentari, per liberare risorse a favore delle imprese . Solo le imprese possono creare lavoro e progresso per il paese. Gli apparati dello Stato , fuori da ogni regola e disciplina ( vedasi gli ultimi scandali dei tesserini magnetici passati al terminale degli ingressi da amici e colleghi per sostenere un andazzo che occorrerebbe investigare a livello nazionale) non sono certo la ricetta migliore per renderci roseo il futuro. Il tempo delle” promesse vane” è finito. Giovanni Ridinò

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