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Monti non è coerente

Gentile Direttore, questa mattina alla trasmissione “Uno mattina” è stato intervistato il Presidente del consiglio Monti il quale, rispondendo ad una domanda del conduttore, ha affermato che “sarebbe felice di apprendere come sia possibile salvare l’Italia dalla fine che ha fatto la Grecia e contestualmente farla crescere” ed ha aggiunto che “quella ricetta sarebbe stato opportuno adottarla qualche anno prima, cioè quando non c’era ancora la grande difficoltà finanziaria”. Alla luce di tale affermazione, va ricordato che il prof. Monti nel discorso di insediamento alla guida del governo, pur sapendo che il suo mandato sarebbe terminato nella primavera del 2013, assicurò gli italiani che la sua azione di governo si sarebbe basata su tre capisaldi e cioè rigore, equità e crescita. Il rigore non è certo mancato, l’equità non mi risulta vi sia stata e la crescita è ancora una chimera. Pertanto, i casi sono due, o il sen. Monti ha fatto promesse pur sapendo di non poterle mantenere, oppure, essendosi reso conto di aver sbagliato qualcosa nella sua azione di governo, ora cerca di salvarsi affermando che quella ricetta non esiste. Sen. Monti, quella ricetta poteva esistere a novembre 2011, viste le sue promesse, e non esistere più oggi? Pertanto, quando il sen. Monti accusa i politici di fare promesse che sanno di non poter poi mantenere, gli andrebbe ricordato che anche lui ha promesso equità e crescita pur essendo conscio di non poterle realizzare in quanto, a suo dire, non esisterebbe una ricetta che consenta di salvare il Paese dal default e contestualmente farlo crescere. Gianni Porzi, casalecchio di reno (bologna)

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