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Tedeschi brava gente

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Gentile direttore, mio nonno, contadino piemontese nonchè alpino della taurinense tornò dalla germania nel '45. Aveva 30 anni, pesava 45 kg e non aveva più i denti. I medici militari americani che lo visitarono al passo del Brennero insieme a qualche altro disgraziato come lui per evitare epidemie di tifo o colera in Italia, gli dissero che per rimettersi avrebbe dovuto bere latte per qualche tempo, meglio se di capra o pecora, per riabituare l'apparato digerente. Era stato per due anni un I.M.I., internato militare italiano in un sobborgo di Berlino a produrre carlinghe dei caccia. Le unghie degli alluci gliele avevano strappate via con le tenaglie per divertimento ed erano ricresciute male, sembravano due sassi. Lui non c'è più dal 2000 ma la nonna si, e conserva, in una scatola di latta che una volta conteneva cioccolatini, oltre al certificato medico dell'US Army, il suo passaporto provvisorio tedesco e il tesserino di metallo stampato con la fototessera che doveva sempre portare addosso se no gli avrebbero sparato a vista. In quella foto gli occhi sono spalancati e allucinati. Dà i brividi. Finita la guerra pare che la germania abbia ottenuto una sorta di immunità per i crimini vomitevoli commessi in cambio di uno sforzo economico. Lo sforzo l' ha fatto si, ma per se stessa dopo aver sfruttato tutta europa. Mio nonno non ha mai voluto risarcimenti, coltivava le viti da Barbera e basta. ''L'è la uèra'' diceva - è la guerra-. Bastava un semplice riconoscimento simbolico, una presa d' atto formale e invece la corte suprema di Berlino ha detto di andare a prenderlo nel fracco. Re Giorgio ha borbottato qualcosa ed è finita lì. Argomento chiuso. D' altronde loro sono una razza superiore, non s'immischiano con noi, bisogna capirli. I tedeschi sono brava gente. Cordiali saluti Giorgio

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