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La stazione della Metro di Via Toledo

Caro Direttore, si è inaugurato in questi giorni a Napoli, la mia città,l’ingresso della Metro di via Toledo. Ho visto il filmato in Youtube, ed ho raccolto informazioni su di essa. E’ un’opera ideata da un architetto catalano, e rappresenta le profondità del mare; vi sono inoltre pannelli luminosi in cui William Kentrige ha rappresentato divinità della mitologia classica. Pare che sia una delle stazioni metro più belle d'Europa Quest’opera, che è costata al Comune di Napoli svariati milioni, verrà presto rovinata da coloro che staccheranno i quadrelli di maiolica dal muro, che vi dipingeranno dei murales, e dagli extracomunitari che si fionderanno nella stazione con le loro borse griffate e i portafogli di Gucci, e dai numerosi malviventi che approfitteranno dell’ambiente chiuso per assalire i passanti e i viaggiatori, e da tutti coloro che si stenderanno in terra e occuperanno le panchine per dormire ricoperti di stracci e di sudiciume, con intorno accucciate torme di randagi ricoperti di rogna. Si può evitare tutto ciò? E, soprattutto, non si poteva incaricare della costruzione della stazione uno dei numerosi studi di architettura napoletani, o addirittura la facoltà di architettura, che sforna nella irresponsabile indifferenza del Comune e della Regione, e della Provincia, intere generazioni di architetti valenti e preparati? Si doveva proprio incaricare un architetto catalano pagandogli fior di quattrini, quando la città non è neanche in grado di assicurare la refezione scolastica ai suoi figli? Si doveva proprio ripetere lo sciagurato fallimento del centro direzionale, pagato miliardi di lire, ad uno sconosciuto architetto giapponese, ed ora punto di riferimento di bande di rapinatori e monumento alla vanità di una generazione di politici che hanno affamato e distrutto la città?

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