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MOVIMENTO 5 STELLE

Egregio Direttore, nel numero odierno di Libero un articolo (scritto non so da chi, spero non da Lei) accusa il Movimento 5 Stelle o più precisamente Beppe Grillo, di essere nientemeno un novello dittatore, perché, attaccato da tutte le parti con un’ipocrisia degna dell’epoca in cui viviamo, esprime col suo linguaggio colorito (e spesso pesante, anche perché - ahimè - non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire) che si è rotto le scatole e che intende togliere dal Movimento chi non ne accetta le regole. L’articolo aggiunge che nel Movimento 5 Stelle non c’è democrazia. A questo punto non si può non esplodere in un’amarissima risata. A parte il fatto che il concetto di democrazia è simile alla famosa coperta che ognuno tira dalla propria parte secondo le convenienze, può gentilmente indicare (e non solo a me) qualche esempio di democrazia non dico compiuta, perché sarebbe da imbecilli pretendere tanto, ma il meno fasulla possibile? Il Parlamento Italiano che (per fare un solo ma gravissimo esempio) in tutti i suoi schieramenti e con impareggiabile sfrontatezza, ha perfettamente e volutamente ignorato il risultato del referendum sul finanziamento ai partiti, cambiandone semplicemente il nome: rimborso spese elettorali o qualcosa del genere? Questo secondo Lei è un esempio di democrazia? Il Parlamento Europeo che incoraggia (quantomeno non fa nulla per impedirla, che è poi la stessa identica cosa) l’invasione dell’Europa da parte di masse bibliche che con la cultura europea non hanno assolutamente nulla a che fare e che per questo la stanno sommergendo=distruggendo giorno dopo giorno o dove si legifera sulla lunghezza delle zucchine o addirittura si danno incentivi agli agricoltori che abbandonano la terra, col solo scopo di fiaccare e distruggere agricoltura e zootecnia locali, e con esse le tradizioni, culture, identità di ciascuna nazione, per spianare la strada al Nuovo Ordine Mondiale? Anche questo, secondo Lei, è un esempio di democrazia? Se sì, con tutto il rispetto e la stima che ho per Lei, mi permetta di citare la celebre frase di Totò: “Ma mi faccia il piacere”! Se no, aggiungendo che Lei si oppone da sempre a quest’andazzo, beh, i casi sono due: o Lei denuncia questi ed altri episodi (c’è solo l’imbarazzo della scelta) di autentica anti-democrazia (vale a dire, di vera e propria dittatura) vigorosamente, in prima pagina, a caratteri cubitali, un giorno sì e l’altro pure, oppure (anche a causa forse del parere contrario dell’editore), le conviene cambiare mestiere, col vantaggio non trascurabile di accrescere (ai suoi occhi) la propria onorabilità. Ho 68 anni. Sono sempre stato un elettore dell’area che oggi tutti chiamano “moderata”. Pur turandomi il naso, ho sempre votato DC e, con l’avvento del Cavaliere, il Centro Destra. Come pure ho sempre seguito le analisi di Feltri, Sallusti, Belpietro, Pansa, e, perché no, anche di Sechi. Analisi che trovo certamente non stucchevoli e inquietanti come quelle dei colleghi della Sinistra. Ma moderazione non vuol dire cretinismo. È tutto il sistema che è marcio. Dalle fondamenta al tetto o viceversa. Bisogna essere ciechi o - peggio - in mala fede per non rendersene conto. Penso sia capitato anche a Lei di vedere alla TV la fine che fanno i palazzi vetusti o mostruosi che non conviene più tenere in piedi o che deturpano vergognosamente il paesaggio. Una carica di dinamite piazzata là dove Dio comanda e in pochi secondi di gran polverone, viene giù tutto. Il resto del lavoro lo fanno le ruspe e i camion (quasi sempre appaltati da quei fior di galantuomini appartenenti alla criminalità organizzata) che pazientemente ripuliscono tutta l’area. Oppure conoscerà certamente l’episodio della Bibbia che descrive le disavventure di Sansone. Costui, per colpa (tanto per cambiare) di una donna, Dalila, che nel sonno gli tagliò i capelli nei quali risiedeva la sua forza straordinaria, viene fatto prigioniero dai Filistei e da questi reso cieco. Un bel dì, rottosi anche lui le scatole di essere schernito e sbeffeggiato dai suoi carcerieri, si fece piazzare vicino alle colonne portanti e, ritrovata la forza grazie ai capelli ricresciuti (e non trapiantati!), fece crollare l’edificio al celebre grido. “Muoia Sansone con tutti i Filistei”. Dico questo non certo per esaltare la violenza (non è necessario: quella espressa dai suddetti comportamenti è di gran lunga peggiore perché mascherata di legalità e quindi inattaccabile), ma per dirle che alle prossime elezioni, grazie anche all’articolo apparso su Libero (che per la verità, non ho letto; mi è bastato il titolo), voterò con ogni probabilità per il Movimento 5 Stelle. A meno che non intervenga nel frattempo qualche evento che Fantozzi definirebbe mega-galattico (del tipo “crollo mondiale delle borse”, “tre giorni di black out planetario”, “inversione dei poli”, “allineamento dei pianeti”, oppure per effetto domino, tutti assieme, uno dopo l’altro). In tal caso (speriamo ovviamente di no) le categorie mentali e le argomentazioni a difesa delle quali ci si accapiglia (o si finge di accapigliarsi) in TV, su Internet o sui giornali sparirebbero di colpo per lasciare il posto a urgenze ben più gravi e drammatiche. Se, come mi auguro, non accadrà nulla di tutto questo, voterò – ripeto – il Movimento 5 Stelle. Primo, perché reputo Grillo non peggiore di ogni altro leader politico. Secondo, perché con o senza Grillo, le cose a livello nazionale, europeo e mondiale, stanno peggiorando non da ieri, ma da parecchi decenni, probabilmente dal secondo dopoguerra, di pari passo col progresso tecnologico. Il trend (come si dice oggi) è quello e la globalizzazione non fa che accelerarlo spaventosamente, sino a sfociare verosimilmente nella catastrofe. L’Impero Romano è crollato (nonostante fosse in piedi da un millennio e sembrasse eterno) per molto meno. L’Impero della Globalizzazione, con migliaia di ogive nucleari puntate su ogni dove a difesa della “crescita” del Pil mondiale e della “libertà” di fare i propri porci comodi, non fa presagire nulla di buono. Cordiali saluti. Raffaele De Filippo

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