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FATTI, NON PAROLE

Forse non basta. Il Pdl è finito, va rottamato, ai suoi elettori gliene frega poco, votavano solo Berlusconi; i suoi dirigenti sono generali impresentabili, reduci da disfatte e senza truppe; gli elettori di destra non sono moderati, parola insulsa, sono radicali, volevano riforme di sistema che non sono venute; hanno abbandonato il Pdl dopo l’appoggio al Napolitano-Monti, che non digeriscono e non perdonano; sono ancora in stand-by, tentati da Grillo, non per convinzione ma per dare uno choc a un sistema che altrimenti non cambia; non vanno sottovalutati, sono tanti, in libera uscita, non sono tetragoni come il popolo di sinistra, la loro mobilità determinerà il risultato elettorale. Tutto vero. Temo tuttavia che l’obbligato rientro di Berlusconi, le necessarie facce nuove, i doverosi programmi chiari, non siano sufficienti a recuperarli. Occorrevano fatti duri, tipo due prove pre-elettorali di credibilità, altro che election day: rinuncia immediata e totale al finanziamento pubblico, rifiuto di votarlo in futuro, niente caste di professionisti della politica, lo voti la sinistra; approvare subito al Senato la responsabilità civile diretta dei magistrati, niente caste di tecnocrazia giudiziaria, si opponga pure la sinistra. Fatti duri, non parole moderate.

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