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Monti lasciamolo perdere

No presidente, Monti lasciamolo dove si trova, nel girone dei traditori della patria. Il suo nome è sinonimo di tasse, di sangue e di odio. Rievoca sacrifici insensati, dolore e morte. La morte dei cittadini che si sono suicidati nei modi più truculenti a causa delle cartelle di equitalia e di un fisco criminale. Rievoca anche la noncuranza del professore verso tutte queste tragedie in vista di un traguardo superiore: abbassare lo spread. Ci ricorda Re Giorgio I, il peggior presidente di sempre, uno che invita gli altri a fare sacrifici mentre si alza il pur già spaventosamente alto stipendio. Se il matto Schultz ricorda Himmler, capo delle SS, a causa del suo piglio aggressivo dietro un aspetto non proprio leonino, Monti ci ricorda Adolf Eichmann. Costui organizzò, durante la guerra, con teutonica efficienza i trasporti di prigionieri ai campi di concentramento. La sua unica preoccupazione era la puntualità dei treni in mancanza della quale la sua terrificante macchina di morte si sarebbe inceppata. Quando il magistrato israeliano al processo gli chiese una spiegazione umana sul suo operato lui rispose di avere eseguito gli ordini ricevuti e nient'altro. Disse di avere fatto solo il suo dovere e di essere stato un ufficiale delle SS corretto. Non voglio dire che Monti sia come Eichmann, le vittime provocate sono senz'altro meno numerose, ma l' atteggiamento mentale è lo stesso. Un freddo contabile che se ne frega di tutto ciò che non è messo in cifre, insensibile alle sofferenze provocate ai suoi simili. Si candidi lei, presidente, è meglio. Cordiali saluti Giorgio

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