Cerca

TRA "PORCELLUM", "MATTARELLUM", "TATARELLUM" E PROPORZIONALE

Il "Porcellum" (che per Calderoli era "una porcata", come ebbe infelicemente a dire, solo limitatamente al premio di maggioranza su base regionale al Senato) è oggetto di critiche sia da buona parte del Centrosinistra -che tuttavia con la vecchia legge elettorale maggioritaria (il "Mattarellum") nel 2006 avrebbe perso le elezioni, anziché vincerle- sia da buona parte dei suoi stessi promotori del Centrodestra. E' allora il caso di cancellare la legge? Penso proprio di no, almeno per quanto attiene al suo impianto proporzionale, che ci allontana da un sistema bipartitico all'americana, strettamente controllato dai gruppi di potere e dalle oligocrazie piuttosto che dai cittadini, i quali, non a caso, laddove la politica si riduce a un "testa o croce", ovvero "o di qua o di là", preferiscono (e come dar loro torto?) disertare in massa le urne e rinunciare ad esprimersi politicamente. E' un dato di fatto. Non per nulla illustri politologi e analisti della politica statunitensi ritengono il loro sistema sistema assai rudimentale e, quel che è peggio, assai scarsamente democratico, in grado di cancellare del tutto le voci fuori dal coro, poiché il meccanismo di voto non concede loro alcuno spazio, e di sopprimere sul nascere qualsiasi movimento politico che possa mettere a repentaglio gli interessi delle oligocrazie (petrolieri in primis). Il sistema americano celebra il trionfo della politica (da asporto e pronta per il consumo) prefabbricata e preconfezionata con sigillo di garanzia ad opera delle cosiddette "lobby" (o, peggio, "lobbies"). Credo che l'attuale pseudobipolarismo italiano, che vorrebbe scimmiottare quello "made in USA (leggasi iues-ei)", stia semplicemente avvelenando l'Italia, facendola arretrare economicamente e culturalmente. Ritengo che questo sistema tenda ad esasperare artificialmente le differenze e ad annullare le convergenze, inducendo alla politica gridata, alle contrapposizioni "per partito preso" e agli atteggiamenti di tifo ideologico da stadio. La stagione bipolare è responsabile a mio avviso dell'effetto "tela di Penelope", per cui ciò che è stato fatto dal governo del polo A viene cancellato dal successivo governo del polo opposto B. Tutto ciò che è deciso da A è sbagliato per B, e viceversa, anche quando A e B si ritrovino a turno a prendere la stessa identica decisione. E intanto il Paese va a ramengo, poiché in tali condizioni non si riesce a realizzare riforme incisive e che trovino larga condivisione. Il modello bipolare non ci ha finora portato gran fortuna. Penso che il tanto deprecato "Porcellum" ci abbia indirizzato nella direzione di un sistema più pluralista e un po' meno distorsivo del precedente "Mattarellum" (ricordo che con quest'ultimo sistema nelle elezioni del 2001 un 55% dei voti espressi a favore del Centrodestra in Lombardia si è tradotto nel 100% dei candidati eletti nei collegi uninominali e la stessa cosa si è verificata in Emilia-Romagna per il Centrosinistra). Resta ancora un po' di strada da percorrere per avere un sistema effettivamente democratico (dove i voti di tutti abbiano uguale peso e non vengano cancellati per legge, come nel sistema maggioritario) e perciò un sistema necessariamente di tipo proporzionale. Il "Porcellum" è un "quasi proporzionale" (dove l'impianto proporzionale è in gran parte deformato dal premio di maggioranza) con una blindatura sui candidati da sistema maggioritario, e cioè senza preferenze (e questo rappresenta un altro enorme difetto). Rispetto al "Mattarellum" è stato fatto un passo avanti, ma solo per metà. Perché non fare il passo per intero, verso un proporzionale effettivo e con le preferenze, lasciando agli elettori e non, come sempre, alle segreterie la scelta dei candidati? Se non si ripristina l'ottimo sistema elettorale della Prima Repubblica, allora meglio il "Tatarellum" delle Regionali, o ancora meglio il sistema elettorale con cui si vota per il parlamento europeo. Con i più cordiali saluti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog