Cerca

Parlare della Littizzetto è parlare del nulla

Gentile Direttore, con tanti problemi che abbiamo in Italia, sembrerebbe che qualcuno voglia invece porre al centro dell’attenzione la signora Littizzetto. A mio modesto avviso la signora non è un problema, in quanto si parla del “nulla”. Alcuni coraggiosi la definiscono una comica altri una che fa satira, ma se sentissero certe definizioni i veri comici, quelli che facevano satira tagliente con eleganza e non in modo scurrile, si girerebbero nella tomba. Si pensi un attimo se la signora in questione non usasse la “volgarità” e non assumesse atteggiamenti a dir poco ineleganti, non riuscirebbe a strappare neanche una smorfia di sorriso. La sua comicità, se tale la si volesse mai definire, si basa tutta sull’uso di termini da stadio, o anche peggio, e su atteggiamenti piuttosto volgarotti. Se non fosse ricorsa a questi espedienti, non avrebbe avuto alcun successo, ma quella non è comicità, ma volgarità che peraltro viene messa in onda in prima serata (bell’educazione che diamo ai giovani!). Sarebbe come raccontare “barzellette sporche” a tavola in presenza di figli ancora in giovane età. Dietro tutta questa messa in scena c’è Fabio Fazio che da persona intelligente ed abile usa la Littizzetto per farle fare il “lavoro sporco” in un teatrino in cui lui è sapiente regista. Fazio è una sorta di “ventriloquo” nel senso che fa dire ad altri (che vengono quindi abilmente usati da lui) ciò che pensa,ma che non può dire perché verrebbe scalfita quell’immagine di persona super partes, equilibrata, colta, raffinata che si è abilmente creato. La signora Littizzetto recita una parte per la quale riceve un compenso, probabilmente lauto, dalla RAI, non costituisce alcun pericolo perché gli italiani sono più intelligenti di quanto qualcuno possa credere. Le persone che invece mi destano qualche preoccupazione, e che non stimo affatto, sono quelle che senza proferir parola riescono, con astuzia, a inviare messaggi senza esporsi in prima persona e assumendosene la responsabilità, anzi fanno finta che il tutto sia improvvisato. Sono quelli che riescono ad inviare una sorta di messaggi subliminali senza sporcarsi le mani. Sempre sulla Signora Littizzetto, condivido invece le dichiarazioni delle lavoratrice della Coop che si sono giustamente risentite per la pubblicità che la signora fa della Coop. Hanno perfettamente ragione a stigmatizzare quella pubblicità e ad invitare la signora Littizzetto a girare uno spot a favore della dignità del lavoro. Tali lavoratrici fanno sapere alla signora che una cassiera non arriva a 700 euro al mese e lavora sei giorni a settimana, con turni anche domenicali. E aggiungono che sono ricattabili in quanto possono essere mandate a casa anche dopo 10 anni di lavoro e quindi sono costrette ad accettare tutto per paura di perdere il posto di lavoro. Questo è il giusto, civile e corretto messaggio che le lavoratrici hanno mandano alla signora Littizzetto e senza l’uso di volgarità. Gianni Porzi, Casalecchio di reno (bologna)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog