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Rinnovamento nel PdL, ma i giovani?

Caro Direttore, le faccio i complimenti per la Sua impeccabile direzione. Vado subito al punto, in rispetto del Suo tempo limitato e prezioso. In questi giorni sentiamo il Presidente del Popolo della Liberta', Silvio Berlusconi, descrivere un imminente rinnovamento del partito. I criteri proposti sembrano simili a quelli usati per selezionare i candidati dell'allora nascente Forza Italia, tanti anni fa. Uno dei motivi del successo di Forza Italia fu proprio il fatto di essere un movimento piuttosto che un partito, un'organizzazione di liberi cittadini accomunati dal fatto di non essere professionisti della politica; fra di loro vi erano conosciuti professionisti, ma anche impiegati ed insegnanti, molti erano giovani sotto i quarant'anni. Comunque, tutti i candidati erano considerati "in prestito" alla politica. Oggi invece il PdL e' appesantito da uno schieramento di professionisti della politica, al punto di apparire dipendente da questi. A livello locale, spesso, questi signorotti dettano le regole e decidono chi va avanti e chi sta fermo, formano circoli esclusivi o sistemi simili a feudi medievali e fanno il bello ed il cattivo tempo. I piu' "quotati" hanno perfino un referente nazionale, il capo della corrente di riferimento, magari un ex ministro. Non e' infrequente che, una volta eletti, non si vedano piu' in giro, o che se pure si vedono non degnano i propri elettori ed amici della considerazione dovuta. Proprio ieri, il Presidente ha annunciato che introdurra' il patto con i candidati per impegnarli a non superare i due mandati, ma sappiamo che i patti son fatti per essere traditi, specialmente da parte di certi politici. Quello che oggi sembra l'aspetto peggiore e' che quei signorotti, un po ovunque, pare siano riusciti ancora nel proprio intento: in barba alle prospettive di rinnovamento, sembra siano loro i candidati di punta delle liste PdL alle prossime politiche. Infatti, le indiscrezioni che appaiono in questi giorni sui giornali, anche locali, fanno intendere che le "selezioni" attualmente in corso stiano considerando proprio quei neo professionisti della politica e, perfino, certi individui che popolano il sottobosco del partito. Cio' sta causando malumori diffusi fra l'elettorato, il quale non esita ad esternarli "twittando" o usando altri mezzi di comunicazione; nel 2013 la vittoria per il PdL non sara' semplice in qualsiasi caso, ma questo malcontento potrebbe portare dritti dritti ad una debacle simile, o peggiore, a quella del 2006. Allo stesso tempo, non si deve avere paura di "turbare gli animi" o di "generare tensioni" perche' queste argomentazioni sono in realta' i ricatti che i signorotti del PdL usano per raggiungere i propri scopi. Tacendo si fa il loro gioco, ma anche quello degli avversari: gli elettori non sono piu' disposti a votare certi nomi che hanno tradito le loro aspettative in passato. La "base" del PdL e' sicuramente con Berlusconi, ma non ci sta ad agevolare "promozioni" al Parlamento, o votare persone che provvengono da un mondo che poco rappresenta la propria realta'. Tanti giovani hanno seguito e seguono Berlusconi, nonostante tutto, da tanto tempo; i meno giovani fra questi, come me, lo seguono sin dall'esordio del 1994. Sarebbe quindi un'ottima mossa per il Presidente ed il partito se, proprio cogliendo l'occasione dell'annunciato rinnovamento del partito, attingesse dalla folta schiera di giovani colti, preparati, intelligenti, capaci e, soprattutto, sensibili ai temi importanti per la gente, essendo anch'essi parte della "gente" piuttosto che della "casta". Giovani che sanno dare risposte concrete ai cittadini in difficolta', perche' conoscono bene le difficolta' della vita in Italia e non vogliono che sia cosi' in futuro. Qualcuno ha, bizzarramente, accostato il Presidente Berlusconi a Grillo, come se egli di recente si stesse ispirando al comico per tracciare la propria linea politica. La verita' e' invece l'opposto: e' Grillo che ha rubato l'idea al Berlusconi del 1994, proponendo candidati non professionisti della politica. Sarebbe un grave errore lasciare il campo libero al Movimento 5 Stelle e a potenziali nuovi candidati del PD; soprattutto se consideriamo che il potenziale che i giovani del PdL possono esprimere non si paragona nemmeno con quello degli improvvisati parlamentari in pectore grillini. Fra noi giovani del PdL ci sono infatti qualita' incredibili, professionalita', passione e preparazione. Tantissimi di noi sono laureati ed hanno sudato per un posto di lavoro, magari precario o rifugiandosi all'estero. Non ci sono nasi da clown o cose del genere. Solo tanta voglia di fare e bene, per progettare insieme l'Italia del futuro. In novembre, spinto da una follia che forse supera perfino quella descritta da Erasmo da Rotterdam, tanto caro a Berlusconi, ho aperto il sito www.silviotorna.com per chiedere al Presidente di tornare in campo con una nuova squadra rinnovata, giovane e leale. Purtroppo, non ho accesso al Presidente o ai suoi consiglieri e collaboratori, ma mi auguro che il mio spunto di riflessione possa essere raccolto e, magari, generi qualche reazione. La ringrazio per l'attenzione. Cordiali saluti, Antonio Massidda

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