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sperimentazione animale fare chiarezza

Gent. Direttore, lo scorso 12 novembre , invitato da un amico, a Montichiari, ebbi l’occasione di assistere al convegno sulla sperimentazione animale i cui relatori, scienziati ricercatori di fama internazionale, furono i professori Garattini e Fornasier. Da profano posso affermare che la relazione dei conferenzieri e gli interventi del pubblico mi hanno chiarito le idee su un tema molto dibattuto e all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica. Posso così riassumere: a) Ogni farmaco messo in commercio deve essere testato su animali, obbligo dettato da una convenzione europea e approvata dal Parlamento Europeo, protocollo che si inserisce in un più ampio panorama mondiale. b) La sperimentazione animale è soggetta alla legge 116/92 “Protezione degli animali a fini sperimentali o ad altri fini scientifici”; c) Le nuove tecnologie hanno ridotto grandemente il numero di animali utilizzati a fini scientifici; d) Le cavie da laboratorio vengono trattate geneticamente perché sviluppino anomalie o malattie comparabili a quelle che affliggono l’uomo al fine di comparazione e ricerca delle cure adeguate; e) La vivisezione è pressoché scomparsa e tuttavia applicata secondo regole rigidissime che escludono dolore per l’animale soggetto; f) La sperimentazione alternativa (computer o cellule coltivate), meno costosa, è largamente applicata, ma non sufficiente, data la complessità degli organismi viventi più evoluti; g) La sperimentazione animale esclude di testare i farmaci su esseri umani per non ripetere tragedie come quella del talidomide, che negli anni ’60 provocò la nascita di migliaia di bambini gravemente deformi. Il talidomide, un antiemetico e sedativo, prodotto in Germania, non venne testato sugli animali prima della sua comparsa in farmacia. Riflettendo sulla situazione legislativa e il nobile fine della salute umana, credo che ogni opposizione dogmatica, cinica (a fini elettorali) o informazione riduttiva e ideologica da parte dei media, purtroppo anche della stampa, non faccia altro che danno e tolga speranza alle persone più fragili come i malati. Certamente, ancora una volta, la politica settaria che non sa più dare soluzioni ai problemi reali dei singoli, delle famiglie, delle imprese, del lavoro, si distingue per una cinica ricerca del consenso elettorale, smentendo ogni impegno internazionale, ogni applicazione di buon senso, e, inutilmente, si appresta ad approvare una legge demagogica, scellerata e stupida che prevede l’impossibilità di allevare animali a scopo di sperimentazione così da obbligare i laboratori di ricerca italiani ad approvvigionarsi di cavie provenienti da altri paesi .... che ipocrisia! Ma la politica incosciente è bene assistita da una informazione sensazionalistica, tutto cuore e poco cervello che vediamo in varie trasmissioni televisive, dove si esalta l’equivalenza delle specie senza tenere conto del pericolo che si corre quando una bestia corrisponde in diritto ad un essere umano con il risultato di sminuire il valore di questo e aprendo a scenari, già vissuti in Europa, che mi suscitano inquietanti pensieri. Cordialmente

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