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Per rifondare il centrodestra: si riparta dai giovani, già negli enti locali!

Buonasera, sono Marco Damiani, un giovane politico - iscritto al Pdl - residente a Malnate (Va) che opera principalmente a livello locale. Il 12/12/12 ho inviato una lettera all'On.Silvio Berlusconi facendogli il mio augurio per il suo nuovo interessamento politico, ponendo l'attenzione su alcune questioni che ritengo fondamentali per il nostro Paese con particolare riguardo ai giovani. Concludo la lettera (che vi allego qui sotto) proponendomi disponibile ad un incontro con il Cavaliere per valutare la possibilità di creare una lista in suo sostegno - o di chi lui riterrà più adatto ad essere Premier - composta tutta da giovani under 30. Vi scrivo questo messaggio, desideroso di far conoscere le motivazioni del mio sostegno a Silvio Berlusconi. Sto cercando in qualsiasi modo di poter incontrare il Cavaliere per esprimergli personalmente il mio sostegno che non si vuole limitare ad una semplice lettera, con la richiesta di dedicarsi ai giovani, dandoci fiducia, ripartendo da noi per tracciare la nuova strada del centrodestra italiano. Direttore le chiedo - se è possibile - un sostegno alla voce dei giovani! Malnate, lì 7 dicembre 2012 Egregio On. SILVIO BERLUSCONI Via San Martino 20862 Arcore (MB) Mi chiamo Marco Damiani e sono un giovane elettore - tesserato PdL - residente a Malnate, una cittadina a pochi chilometri da Varese. Le scrivo questa lettera per esprimerle il mio augurio affinché, in questo periodo complicato per la politica italiana, lei possa avere al suo fianco, o a quello di altri candidati meritevoli, persone oneste prima di tutto. Alle scorse elezioni politiche, lei si era impegnato vittoriosamente nel proporre grandi opere e progetti che avrebbero certamente fatto parlare dell’Italia e degli Italiani; oggi il clima è cambiato e pochi vogliono ancora ascoltare i politici. Secondo il mio punto di vista di spettatore della grande politica e di elettore attivo, stiamo entrando in una nuova epoca in cui le persone preferiscono non riconoscersi in un unico partito e in una bandiera, poiché tutti i recenti scandali hanno accomunato diversi "credo", molteplici bandiere, ma un solo sistema malato: quello della gestione dei partiti. Con tutti gli scandali che hanno interessato la politica e la gestione dei partiti nell’ultimo anno, gli Italiani questa volta si accontentano sostanzialmente di poco: avere al governo delle persone nuove che non abbiano già usufruito dell’auto blu e che nella composizione delle liste non si organizzi un valzer di cariche (regionali, provinciali) per far approdare in parlamento esclusivamente personaggi già noti e "tesserati" (l’opinione pubblica forse direbbe "schedati")! Le uniche istituzioni che raccolgano ancora un certo consenso sono gli enti locali. Campare politicamente a livello locale è difficile, anche perché tutte le campagne elettorali e le azioni politiche sono frutto dell’autotassazione di cittadini disponibili a finanziare di tasca propria ciò per cui credono. Le esigenze per impostare una buona politica sono tante, come ad esempio poter affittare un locale in cui organizzare incontri con la cittadinanza, mentre i fondi disponibili non lo permettono e - contrariamente a quanto previsto dallo statuto del PdL – i finanziamenti dalla segreteria nazionale non sono mai arrivati. Seguendo la cronaca, credo sia piuttosto normale sentirsi irritati e piuttosto traditi venendo a conoscere come sono utilizzati i fondi dei partiti nei diversi consigli regionali o provinciali. In queste circostanze, non bastano le rassicurazioni politiche, quasi obbligatorie, che promettono l’espulsione dal partito di chi si è reso responsabile di fatti illeciti a danno di tutti gli Italiani. Per chi lavora gratuitamente mettendo a disposizione le proprie risorse, non solo economiche, è veramente frustrante venire a scoprire questi fatti; risulta anche difficile essere motivati per organizzare nelle città una buona campagna elettorale volta a soddisfare l’interesse di quell’apparato che poco o nulla ha fatto per agevolare le sezioni o le amministrazioni locali. La situazione attuale è resa ancor più complicata per via della continua incertezza su eventuali divisioni del partito: sicuramente sarebbe meglio procedere con le diverse "correnti" divise ritrovandosi in un secondo momento con dei comuni principi, piuttosto che restare un’unica organizzazione destinata all’immobilismo attuale. Anche per quanto riguarda i coordinamenti locali. Non si può continuare con la filosofia immobilista che il PdL ha protratto negli ultimi anni, una mancanza organizzativa che non si può pensare di risolvere con delle primarie che in un mese dovrebbero costruire ciò che non è mai stato fatto nei cinque anni precedenti. Credo sia utile far conoscere ai miei concittadini che non tutti i militanti del centrodestra stanno a guardare ciò che non si muove a livello nazionale ma, anzi, c’è chi cerca in tutti i modi si farsi sentire - creando occasioni - per spronare la dirigenza del partito e pretendere che vengano prese delle decisioni per limitare l’avanzata della sinistra comunista, che non rappresenta minimamente il nostro elettorato. Un’avanzata che non solo ci riguarda a livello nazionale ma che rischia seriamente di compromettere il lavoro di chi opera nelle realtà amministrative, nelle quali pesa - negli schieramenti opposti - la presenza di cavalli rampanti del partito democratico che sempre più possono contare sul sostegno di un apparato organizzato che periodicamente permette loro comparse sui quotidiani nazionali o nei principali canali televisivi. Se non cerchiamo di contrastare i loro risultati e la loro visibilità, anche le prossime amministrative sarebbero già compromesse. Io non voglio neanche pensare ad una soluzione di questo tipo. Probabilmente, per queste elezioni politiche, sarebbe dimostrazione di onestà puntare su percorsi alternativi ai classici partiti, cambiando nel frattempo la sigla ormai logorata del PdL e organizzando anche delle grandi forze civiche che non nascano da Roma e affondino le loro radici direttamente nelle piccole realtà locali. Queste radici sono le persone. È quindi auspicabile una linea politica che unisca i moderati e che non punti solo a raccogliere i consensi di coloro che si orientano nell’attuale PdL o nel centrodestra, ma che possa anche essere una valida possibilità per quell’elettorato non schierato che non se la sente di dare la fiducia ad un’eventuale coalizione estremista di sinistra. Lo stesso ragionamento credo che possa ben applicarsi appoggiando quelle persone meritevoli come l’On.Maroni, candidato Governatore della Lombardia, che ha saputo risollevare il suo partito - travolto dagli scandali - dimostrando onestà politica; oltre che sostenere legittimamente il suo programma elettorale che prevede tra l’altro l’utilizzo agli enti locali della maggior parte delle tasse, garantendo anche per la Lombardia lo stesso sistema già utilizzato in altre regioni italiane. Un altro auspicio è che nel futuro programma elettorale con una revisione costituzionale sia previsto un irrobustimento dei poteri dell’Esecutivo, affinché l’azione politica sia più efficace e meno condizionata da certi bizantinismi parlamentari. Posso essere considerato "di parte" quando pretendo il contrasto degli sprechi statali per poter investire sulla cultura, per poter garantire le pensioni e - indirettamente - liberare altri posti di lavoro per i più giovani, ma gli Italiani non accettano più di essere ostaggi della Merkel, delle sue pretese europee e della definitiva condanna di lavorare per pagare le tasse! Nell’opinione pubblica, è lampante come sia riposta tanta speranza nei giovani, quelli che s’incontrano passeggiando per strada! Questa lettera è frutto di una riflessione sulla situazione attuale, con una proposta d’idee - secondo me utili - sulle quali, con coraggio mi faccio avanti per concretizzarle. Le scrivo questa lettera per chiederle di renderci partecipi – noi giovani – dei progetti di rifondazione del nostro centrodestra, dimostrando a chi l’accusa di proporre soluzioni irrazionali che queste idee ottengono però il consenso della base. Non riesco a rimanere indifferente rispetto allo sfascio che si vede in televisione, e secondo le mie potenzialità, senza presunzione e supponenza, sono pronto ad impegnarmi mettendoci la faccia, convinto che con le persone del centrodestra si possa ancora ricostruire un’Italia competitiva, con la consapevolezza che un giovane non può agire senza seguire i binari tracciati dall’esperienza di chi precede le nuove generazioni. Non le propongo solo belle parole, ma una presenza per cambiare; un impegno concreto per amplificare le potenzialità del centrodestra dando voce ai giovani e alle realtà locali! Uno spirito che ha riportato ottimismo agli Italiani grazie all’influenza di Matteo Renzi, ma che la sinistra non ha saputo cogliere concretamente fino in fondo. Ma anche il centrodestra può vantare dei giovani che guardano avanti senza voltarsi indietro, sono pronto a dimostrarglielo! Sono disponibile a un confronto con Lei, o con un membro del suo staff, per esporre meglio le idee alle quali in questa lettera ho fatto cenno, se ritenute utili alla causa del centrodestra, come pure per valutare la possibilità di costituire una lista di giovani under 30, nello spirito di ciò che ho esposto sopra. A questo proposito, mi permetto di lasciare i miei recapiti: Cell. 348 5101441 E-mail marcodamiani93@gmail.com Ringraziandola per l’attenzione che ha voluto dedicarmi, la saluto con molta cordialità. Marco Damiani 21046 Malnate (Varese)

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