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Come prima, più di prima

Sarà come sempre: considerazioni sulle prossime. Dal primo dibattito televisivo tra i due (principali) candidati a sindaco del capoluogo: supervisione ai miei occhi neanche tanto imparziale, come fatto notare dalla telefonata di uno spettatore...dritto al segno: “ad ogni modo non intendo mettere in dubbio l'onestà del conduttore e addebito la sua maggiore confidenza con l'ex sindaco ad una, probabile, datata conoscenza personale”. Come inizio non c’è male. Si rileva dalla trasmissione, quasi per intero e, tranne rarissimi momenti, è stata estremamente deprimente. I due candidati non hanno illustrato una idea che sia una del loro programma, probabilmente perché ancora né quello né quell’altro sono pronti. Il solito copione svilente con attacchi continui, tipico delle migliori tribune politiche nazionali, condito con tono saccente e irritante. Entrambi, ferrati in tattiche studiate, hanno svilito rendendo freddo e scostante il tono della contesa ricorrendo a presunti atteggiamenti spontanei correlati da meschine e subdole verità come: non sai, non ricordi, non hai visto. Alla fine dei conti, come al solito, le provocazioni non hanno fatto altro, come al solito, che far risaltare i soliti noiosissimi attacchi in stile politichese Riguardo i temi trattati, dei pochi tra i tanti, quasi come se i contendenti fossero pervasi da un comune senso del pudore in merito al alcuni problemi che li potranno affiggere, hanno preferito parlare del poco che soverchia e del molto che basta, cioè del tutto e del nulla, quasi fossero d’accordo a non pigiare alcuni tasti di primaria gravità per non averne un ritorno. (p.s.- forse non sanno che, in teoria qui da noi e, in pratica in altri stati, esiste un osservatorio sulle promesse elettorali per la conseguente assunzione di responsabilità) Anche in questa occasione, come in quasi tutte le altre, in qualsiasi città si svolgano, si è parlato di lavoro, di sanità (poco), di questo/di quello, del maledetto/benedetto – e, così via. Tutte urgenze, vere e meno vere ma non proprie in una realtà contingente che espone chi ci abita, a parte il colore politico dell’amministrazione, ad una situazione costantemente apatica come l'immondizia che nessuno ha nominato, la delinquenza etnica nei quartieri sud, il turismo che vede nell'aeroporto una valido condotto e, che sarà pure in un altro comune ma sembra essere in un altra regione tanto è esiguo l'indotto generato nella nostra città e, di tante altre cose che si intersecavano tipiche della “Questione Meridionale”. Solo confusione. Questo è il sunto del sunto di un dibattito pre-elettorale Cose di ordinaria amministrazione; il copione é sempre lo stesso e le battute pure, con una differenza: al teatro si va per ridere, al dibattito si finisce col piangere. Sono del parere di Luca Telese che “per cambiare le cose, occorre fare scouting, cancellare i due modelli del colonialismo generazionale: quello dei padri-paternalistici e quello dei papi che toccano il culo.” Giuseppe (Pino) Verbari

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