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Letterina di Natale al Prof. Sen. Mario Monti

Letterina di Natale al Prof. Sen. Mario Monti, Presidente del Consiglio Illustrissimo Prof. Te lo dovevi aspettare che prima o poi il Pdl e Berlusconi ti avrebbero tolto la fiducia. Gli italiani, quelli che hanno sempre votato Berlusconi e sono ancora la maggioranza nel paese e che per Natale riceveranno grazie a Te, illustre Senatore e ai tanti Professori che ti stanno attorno, un bel pacco dono, la famigerata IMU, la tassa più odiata da tutti, hanno salutato l'intervento dell'On. Angelino Alfano alla Camera dei Deputati con giubilo. Era ora che il Pdl staccasse la spina. Non te lo aspettavi, vero? Volevi mangiare il panettone in santa pace, ora forse qualche boccone ti andrà di traverso. Non ti aspettavi un epilogo così burrascoso, tragico, pieno di guai e di insidie del tuo tanto strombazzato Governo nato per salvare l'Italia. Avevi intenzione di restare a Palazzo Chigi ancora per un po' e avevi fatto un pensierino anche per la prossima legislatura. Mi candido, non mi candido? E con chi? Con Casini, Fini, Montezemolo? E anche se ottenesti un bel 10% di voti cosa ne faresti? A cosa servirebbero? Non certo per fare nuovamente il Presidente del Consiglio. Servirebbero, forse, per fare una alleanza con Bersani e con Vendola in un governo di centro sinistra ma con velleità molto ridotte. Povero Professore! Da tecnico dovrai per forza trasformarti in politico. Ne hai la stoffa giusta e le competenze, peccato che non hai una base elettorale che ti sostiene. Quanti sono gli italiani che ti seguirebbero? Pochissimi. E se si andrà a votare al più presto pochi italiani ti daranno il voto. Si ricorderanno delle tasse che hanno dovuto versare, si ricorderanno dell'IMU che hanno appena finito di pagare, della tredicesima mensilità che se ne è andata in fumo, dei disoccupati che sono aumentati perché hanno perso il posto di lavoro, degli esodati, dei figli che non hanno lavoro, della benzina che è andata alle stelle, delle aziende costrette a chiudere i battenti, dei consumi calati paurosamente, dei poveri che sono aumentati a dismisura e che fanno la fila nelle mense della Caritas per una ciotola di riso, del Pil che è diminuito. Non basta guardare lo spread e i giornali amici che ti fanno laude incensatorie.. Non si vive di solo spread e di laude. Nella pancia degli italiani e sulla parca mensa, almeno per questo Natale piovoso e freddo, ci vuole anche un po' di pane e di companatico. E tu, mio carissimo Professore, a molti italiani hai tolto finanche il pane. Lo so che sei affezionato alla comoda poltrona di Palazzo Chigi e ai viaggetti che fai ogni settimana all'estero e che la vita di pensionato non ti piace. Ci sarebbe il Quirinale. Pare che altri personaggi illustri lo sognano. Gli ambiziosi sono tantissimi in Italia. Non fidarti, mio caro Professore, degli odierni adulatori. Spesse volte le promesse non vengono mantenute e alla prima occasione ti pugnaleranno alle spalle. Hai visto che fine ha fatto il Sen. Lamberto Dini? Ha fondato un partito, ha fatto vincere l'On. Prodi nel 1996 e poi è dovuto ritornare nel partito dell'odiato Berlusconi per farsi eleggere Senatore. Anche tu sarai usato dagli ex comunisti e dagli ex democristiani per togliere voti all'odiato Cavaliere e dopo le elezioni relegato alla fine di un tavolo del nuovo governo come un poverello che cerca l'elemosina. Che brutta fine farai, Prof. carissimo! Proprio tu che sei stato chiamato da Re George Napolitano al capezzale dell'Italia malata, come salvatore della nostra amata Patria. La tua stagione è finita. Ritorna a Milano nella tua Bocconi. Gli studenti ti aspettano con ansia. L'Italia maggioritaria che non è di sinistra e che nelle elezioni regionali siciliane e nelle elezioni comunali non è andata al voto o ha votato Beppe Grillo, maledice il tuo governo, maledice l'IMU, la Merkel, maledice quei politici europei e quei giornali stranieri che intervengono a gamba tesa negli affari interni italiani e aspetta con ansia il giorno, pare a febbraio, in cui potrà andare a votare ed eleggere finalmente un nuovo Presidente del Consiglio non più succubo della Francia e di Sarkosy che ora non c'è più perché i francesi lo hanno mandato a casa e dell'odiata Germania e di Angela Merkel che è pure lei nel viale del tramonto.

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